sabato 29 giugno 2013

Notte I'm back


Un'Antico gusto d'avventura mi pervade e mi porta ancora una volta dopo tanto troppo tempo sulla strada di notte con la luna, mia eterna compagna ed amica, sempre lì ad aspettarti ed accompagnarmi 

È così che succede: senza se è senza ma, perché se ti fermi anche solo un attimo a pensare ai chilometri, al ritorno, al meteo a cosa mettere è finita, ti passa la voglia in un secondo e i tuoi buoni propositi vanno a finire velocemente avvolti nella copertina accanto a te sul divano ( e tralasciamo il fatto che alla fine di giugno ti serva ancora la copertina e ci scappi anche un pensierino sul turn it on il riscaldamento) 
Attraversando il ridente paesino di Sola in una non ben definita provincia della pianura lombarda presto estrema attenzione al cartello "controllo velocità": secondo me in un paese con questo nome l'autovelox ci dovrebbe essere di default
Quando amo guidare nella notte!
Con l'oscurità che ti avvolge e gli automobilisti che non disturbano il quieto scorrere delle strade, la musica alla radio, anche lei libera dalle interruzioni degli speakers scorre fluida nei remix delle notti del fine settimana; che pace, che meraviglia.
 
Calcio, il paese della mia, poi non mia, poi mia Vivi; ricordo quella notte in cui tentai di raggiungere l'aeroporto di Linate  con l'autostrada chiusa, tramite le provinciali e, raggiunto Calcio con il sorgere del sole e con lui svanite la possibilità di arrivare in tempo all'imbarco, girai la macchina tornando a casa, saltato il congresso, buttato 200€ di biglietto, non raggiunta la compa che sta già partita il giorno prima, bei ricordi.

C'è fa dire che nella bassa (provincia? Pianura? Cosa si inglese per bassa? Bassa cosa? Mha dubbi mattutini) cmq nella bassa tutte le strade portano dappertutto; sbagli una rotonda? Don't worry la prossima ti porta cmq donde vuoi andare. 
Stasera ho rispolverato pure il mio spagnolo, sono portata, e non solo perché io parlante spagnolo in questione aveva una predilezione per il mio fondoschiena, tra parentesi grazie Micheal, un iniezione di autostima, seppur dettata da evidente secondo fine, ci voleva proprio dato il livello del mio morale. 
Bè a volerla dire tutta sarebbe stata la seconda proposta della serata, sempre detto che quando sono pansuna cucco di brutto, peccato abbia passato la fase giri sulla giostra, a posto così grazie.


Passo da Rudiano, dove andai molti anni fa a farmi il tatuaggio con Luisa, il mio sole con le due facce della luna, l'avrei dovuto sapere già allora che ci sarebbero state più lune che soli..potrei pareggiare tatuandomi un enorme sole a schiena piena? Sole sole sole voglio solo sole, la fase luna ha scassato, la amo questa luna ma è ora della fase luce in My life 


16 gradi il 30 di giugno, not Bad, quasi quasi me ne torno veloce all'inverno di Cape Town, almeno l'Andre oggi ha preso il sole sul terrazzo, lui, in inverno (il mio terrazzo tra l'altro ;) io, in estate ho quasi (non quasi, davvero) acceso il riscaldamento. MOLTO BENE, anzi male.. MALE MALE!! (Cit. Tomaselli )

AAAHH qui a Corte Franca abbiamo fatto una delle selezioni per Donnavventura con la Silvietta guidando il pick up, il nostro adorato L200 rosso fiammante fino al lago, altra valigia di ricordi... Quanta vita!! 

Le mie gallerie, la mia valle, credo che per me guidate sia e sia sempre stato terapeutico, mi è venuto l'esaurimento quando ho smesso di farmi i miei 120 km quotidiani..sarà un caso? I don't think so.

Quante volte ho fatto queste pazzie, per qualcuno, per me ormai la prassi: 130 km One way per andare a ballare..quando la passione chiama, chi non ne ha una non può capire. 

I think that i'm back! I hope so, i feel like i'm me again, vediamo se dura fino a domani, sono fiduciosa :)

Riflessioni sulla serata:
Io e Manu iniziamo il dizionario "stai ballando in Italia se:" 
Se.. Ti piazzano un triplo giro nella bachata ... Bravi...si ma ...state cAaalmi però...

Alfonso by Levante nuova canzone preferita del momento :) uuuuuhuuuuui che vita di meee... Love it!


Cos'è quella luce che rende così delineato il profilo delle montagne della mia valle? Albeggia ecco cos'è, le stelle più luminose stanno cedendo anche loro il passo alla luce di questa Sunday morning, 4 in punto, perfetta sulla mia tabella di marcia, non ho perso il mio talento per la programmazione.
Grazie amica notte, mi sei mancata, notte amica luna, i'm back. 

mercoledì 1 maggio 2013

Ballare...

c'è chi non capisce il nostro amore per la danza, ci considerano degli esaltati, gente che non ha interessi "seri", gente che non è riuscita nello sport e ha ripiegato su una cosa meno impegnativa (sè..provate), gente che pensa che sia un "passatempo"... e invece è la nostra vita, e invece senza potremmo vivere, ma peggio, molto peggio.

qualunque sia il nostro ritmo, la sensazione che ci pervade quando suona una canzone che ce lo smuova è unica: parte da dentro, il tuo corpo sente la musica molto prima di te apparentemente, perchè è pronto.. attento. Il piacevole subbuglio che ti invade si fa largo in te e deve uscire,  così inizia a comunicare con il tuo corpo.. le spalle non possono stare ferme, accompagnate da testa e collo che annuiscono a tempo di musica, tutto il tuo corpo è d'accordo con te e le tue braccia e le tue gambe si lasciano volentieri possedere da questa energia (ho tralasciato volutamente il busto perchè mica tutti hanno capito che si può muovere anche quello ballando (aaaaaaaahahahah simpaticissima!)).


mi è capitato spesso che amici "non ballanti" giudicassero con disprezzo e schernissero l'ultimo film sul ballo del periodo che molte persone correvano a vedre, giudicando chi andava a vederlo come affetti da "sindrome di Amici di maria"; ripensandoci mi dispiace un po' per loro: evidentemente non hanno idea di cosa sia una passione, e che spreco per la loro vita non provare tutta la rassegna di emozioni che invece noi proviamo quotidianamente. 

Il ballo è casa, il ballo è espressione di te. La mia maestra ogni tanto durante le lezioni si appoggiava in un angolo dello specchio e sogghignava tra se e se e poi diceva: "potrei psicanalizzarvi tutte vedendovi ballare!" VERO! Dimmi come balli e ti dirò chi sei.
Ciò che amo della danza è che non imbroglia, mai, l'arroganza trapela come liquido di contrasto, la pura gioia per ciò che si fa, e per ciò che si è, è evidente dal primo secondo, dal primo sorriso che le prime note ti fanno sorgere sulle labbra.

Come mi mancano le mie gallinelle.. "tenete su quelle braccine, non lasciatele penzolare come se stesse andando in miniera, si suppone che vi divertiate mentre ballate.. o no? :) "


Ieri sera al Social della scuola di qui raccoglievamo fondi per i bambini di Khayelitsha che ballano con Bheki.  La famiglia di salseri di Cape Town è piccola ma unita e durante la serata i maestri, me compresa, sono stati "venduti all'asta" per sostenere il progetto. Una delle insegnanti di qui mi ha detto "voglio ballare come te" .. tutta colpa (merito) della mia Anita.. quanto mi mancano le lezioni con la mia maestra.. e il variegato gruppo di pazze donne per cui la lezione non era solo apprendere dei passi ma una vera e propria iniezione di autostima settimanale.. chilometri guidando nel traffico e poi nella notte, tutti spesi benissimo, per quella indescrivibile e terapeutica sensazione che mi pervadeva,


Quanto è potente questa musica, che accomuna e appassiona persone in ogni parte del mondo? e quanto è strano se ci penso razionalmente, ma così naturale se lo lascio vivere, che con i salseri di qui si sia subito creato un'affiatamento che solo chi fa questa stupida ed insulsa cosa che è il ballo può capire.

I miei patati ieri hanno ballato la prima del nuovo pezzo dei competitori.. visto il video, visto le foto.. mi mancate un sacco stupidelli, ma ieri voi ballavate, io ballavo.. alla fine non siamo poi così lontani, il mio cuore è sempre con voi, e i nostri cuori, poco ma sicuro, battono al ritmo della stessa musica.

http://www.youtube.com/watch?v=gw4tBGxwM5g&feature=youtu.be 


http://www.youtube.com/watch?v=53vlMR5g3lE



martedì 30 aprile 2013

bus strike & cinnamon pretzel


Questa nuova prospettiva della città obbligata dallo sciopero dei bus che continua è interessante, e quantomeno salutare.
Giacchè ho iniziato ad andare a correre quasi tutte le sere, mi si aggiunge il training mattutino dei miei 3 km quotidiani per raggiungere il Civic Center per poi prendere un costosissimo taxi per arrivare al lavoro, mettiamola così, se lo sciopero dei bus continua posso evitare di andare a lavorare perché, a conti fatti, l’unico giovamento che ne ricavo è a livello fisico. (forse)
Stamattina ho pensato di allungare un po’ la strada, tre chilometri mi sembravano un po’ pochi così me ne sono fatta quattro e mezzo, con il laptop (adesso ho capito perché la gente compara il mac) e la torta che ho cucinato ieri sera. Tutto ciò perché Claus si era proposto di darmi un passaggio, prima di dimenticarselo e costringermi ad acquistare un cinnamon prezel di fronte a questo profumatissimo bar di fronte al quale avevamo appuntamento.  Ma poco male, la città di mattina ha tutto un altro aspetto, non è ancora così indaffarata ed disordinata come durante il giorno, non è desolata come la notte, è in quella situazione di risveglio dove le persone sono indaffarate nell’iniziare la giornata e in questo stato di focalizzazione ci sono meno grida, meno gente che disturba gente, meno caos, accompagnato dal sole del mattino che filtra tra i palazzi e che rende l’ambiente come ovattato.
Stamattina sono passata davanti all’Heaven Cafè, e non metto in dubbio che il caffè sia paradisiaco dato che il sopraddetto caffè è localizzato all’interno di una Chiesa gotica vicino a Green Market Square, strano? Al mio straniero occhio parecchio ma, ricordo che fummo altrettanto stranite io e Micol quando ne trovammo uno simile a New York, strano quanto le cose che non ci sono familiari continuino a stupirci nonostante le abbiamo già viste prima.
E anche stamattina ho fatto felice un taxista che dal Civic Center mi ha portata a Paarden Eiland, quanto sono felici i tassisti e gli autisti di minibus di questo sciopero?
Perfettamente consapevole di non aver smaltito la colazione che non avevo fatto a casa perché volevo fare la brava.. vado a lavorare :)

giovedì 25 aprile 2013

moon

° la luna sembra una lampadina incandescente con solo alcune piccole ombre, bianca intensa luce che attraversa chiara e decisa le nuvole, che come onde scorrono sul cielo scuro come per tentare di spegnere la sua luce..

 

mercoledì 10 aprile 2013

for those below

ci sono giorni in cui.. una canzone dolce nelle cuffie ed i colori del mattino sanno farti vedere il mondo con un sorriso..
nonostante il senzatetto che rovistata nel cestino accanto al bus, nonostante l'autista che stamattina ha un bel feeling col clacson, nonostante il cartellone pubblicitario che di solito ti fa attorcigliare lo stomaco..
°for those below ~ Mumford & Sons °
alzo un po' il volume per far entrare in ogni fibra di me questa sensazione.. forse sono guarita.. o forse sono guarita solo qui..
il sole sbuca da dietro un palazzo e mi invade il viso e gli occhi, buongiorno sole
la Queen Mary 2 ancorata in porto con il suo carico di vite da crociera, Karen sarà ancora vestita da host seria oggi, su Lion's head nemmeno una nuvola stamattina, veglia maestosa sulla città con i suoi pini solitari qua e là, ogni.volta che la guardo e penso che sono arrivata là in cima, guardando questo mondo da lassù, non posso che sorridere e farmi pervade da quella sensazione d'immensità.


com'è meravigliosa l'ombra che il sole di primavera proietta sull'erba.. buongiorno mondo

martedì 2 aprile 2013

L'asino e il contadino (di melma)


L'ASINO E IL CONTADINO
Un giorno l'asino di un contadino cadde in un pozzo. Non si era fatto male, ma non poteva più uscire. Il povero animale continuò a ragliare sonoramente per ore. Il contadino era straziato dai lamenti dell'asino, voleva salvarlo e cercò in tutti i modi di tirarlo fuori ma dopo inutili tentativi, si rassegnò e prese una decisione crudele. Poiché l'asino era ormai molto vecchio e non serviva più a nulla e poiché il pozzo era ormai secco e in qualche modo bisognava chiuderlo, chiese aiuto agli altri contadini del villaggio per ricoprire di terra il pozzo. Il povero asino imprigionato, al rumore delle palate e alle zolle di terra che gli piovevano dal cielo capì le intenzioni degli esseri umani e scoppiò in un pianto irrefrenabile. Poi, con gran sorpresa di tutti, dopo un certo numero di palate di terra, l'asino rimase quieto. Passò del tempo, nessuno aveva il coraggio di guardare nel pozzo mentre continuavano a gettare la terra. Finalmente il contadino guardò nel pozzo e rimase sorpreso per quello che vide, L'asino si scrollava dalla groppa ogni palata di terra che gli buttavano addosso, e ci saliva sopra. Man mano che i contadini gettavano le zolle di terra, saliva sempre di più e si avvicinava al bordo del pozzo. Zolla dopo zolla, gradino dopo gradino l'asino riuscì ad uscire dal pozzo con un balzo e cominciò a trottare felice.

MORALE:
Quando la vita ci affonda in pozzi neri e profondi, il segreto per uscire più forti dal pozzo é scuoterci la terra di dosso e fare un passo verso l'alto. Ognuno dei nostri problemi si trasformerà in un gradino che ci condurrà verso l’uscita. Anche nei momenti più duri e tristi possiamo risollevarci lasciando alle nostre spalle i problemi più grandi, anche se nessuno ci da una mano per aiutarci.

domenica 31 marzo 2013

Pasqua a Cape Town

È Pasqua a Cape Town.
Mi sono svegliata alle 7 stamattina dopo una bellissima serata ieri sera a casa di Simonetta con la ciurma italiana.



Simonetta e famiglia inauguravano la loro nuova bellissima casa sulla Table View e ne hanno approfittato per festeggiare la Pasqua, le vite che si incrociano e che crescono qui al Capo.
Bella bella bella serata piena di cibo, arrivato da ogni casa e quindi regione d'Italia in trasferta, e di matte risate.


Dopo aver intrapreso l'argomento "cose che i nostri figli non conosceranno mai" tipo le musicassette ed i "Chips" (per la cronaca Eric Estrada sfreccia ogni mattina con la sua moto sul canale 3 qui in Sudafrica ci dicono ) è scattata la partita a: " nomi, cose, città, animali, piante/fiori/frutti"
Fatte le squadre, preparato il cronometro sull'iphone di Thomas, in squadra con me insieme ad Andreino, la partita si è subito tramutata in una accesa, a volte non troppo amichevole, ma adorabile rissa verbale all'italiana :))) AHAHAHA come siamo italiani!
Pezzi forti:
Cose: l'indiano, inteso come pupazzetto di indiani e cow boy dei soldatini per intenderci -bocciato-
Città: Avalon
Per questa stiamo ancora ridendo!
Io, dopo aver sentito Avalon ero leggermente stranita ma combattuta tra l'amore per questa bella parola e i libri di Marion Zimmer e la dichiarata ignoranza geografica per la quale per quanto ne so potrebbe anche esistere una sperduta cittadina in Bretagna che si chiama così, sono restata in silenzio ma dopo 4 secondi... Insurrezione generale ed inizio della lezione:
RAGAZZI c'è differenza tra cose tangibili e cose ASTRATTE, e Avalon se è, è ASTRATTA e... NON VALE!!! -bocciata-
Il nome con la E che Thomas mi ha fatto scrivere...lui era sicuro ma ha dovuto lottare per farselo accettare menzionando anche il fatto che allora non si sarebbe potuto accettare nemmeno il suo nome ma dichiarando che più italiano di lui non ce n'è!
Cose: ultravioletti
Giulia..ne abbiamo già parlato.. ASTRATTO -bocciato-
Che altro?
Alla lettera G volevo sfoggiare la mia inarrivabile Gipsofila ma non me la sono ricordata che memoria di melma..però abbiamo preso 10 punti con la Diplademia e che cavolo :))
 

Alla fine Francesco, il marito di Simonetta, i tre figli, i due gatti ed i due cani ci hanno dovuti cacciare di casa hahahaja
È stato proprio bello bello.
L'ho detto che abbiamo vinto?!! Bravi noi!!! Squadrone io-Thomas-Andreino 


Aaaaaa momento topico:
Viene estratta la "E" io sono in mezzo ai miei uomini armata di penna, alla mia destra Andrea inizia: Erminio, Escavatore, Enna, Ermellino, Eucalipto! FINITO!!! Tempo tempo!!!
Io non ci sto dietro a scrivere e Thomas allibito perché, come me non ha avuto nemmeno il tempo di pensare alla prima cosa, guarda sconvolto Andrea e gli dice:" ma cos'è ce l'avevi dentro dalle elementari questa!? Attendevi dal l'asilo che qualcuno ti chiedesse la E?
Hahhaha momento divertimento, anche se dopo questo sprint abbiamo preso due 10 punti in meno ma..favoloso!


Sara ed io siamo tornate a casa con Lucia continuando a ridere per le nostre future visite ad Avalon giocando con gli indiani irradiati da raggi ultravioletti..mondo astratto ricordiamo :))
Segnalerei anche il fatto che ad un certo punto, avendo appreso che il nome in italiano del Dassie (piccolo mammifero tipo marmotta che vive su Table Mountain) in italiano ed avendo osato estrarre il telefono per segnarmelo data la mia memoria di melma (il Dassi si chiama Procavia del Capo per la cronaca) sono stata aggredita da un: 
"NON STARAI MICA CERCANDO SUL TELEFONO?!! METTI VIA QUEL TELEFONO!!" 
hahah vabbè che qui sono tutte maestre della scuola italiana ma... veramente mi sono sentita ributtare indietro ai tempi della scuola ;))) aaahahah adorabili!!







Questa mattina mi sono svegliata nel lettone da sola, Audrey è restata a dormire da Robin.
Ho deciso di andare a Messa al District Six dove c'è una celebrazione in italiano alle 10.30 ma è un po' prestino posso fare ancora un pisolino. ultime parole famose, alle 10 mi sveglio e dico pochissime parolacce perchè la mia tabella di marcia è stata compromessa.
Telefono al taxi ma il servizio stamattina non promette niente di buono e intanto mi vesto, pettino, lavo i denti.
Mi precipito per strada, l'altro giorno sono stati sempre in anticipo i taxi e confido nella stessa fortuna, che però non mi assiste e sono costretta a richiamare la centrale due volte per capire dove fosse finito il mio Cab.
Esasperata ed in ritardo fermo il primo che passa e telefono in centrale per dire che, grazie ma ora è tardi possono stare dove sono!
Il mio tassista deve guardare la cartina per cercare il posto (andiamo bene) e no pare avere troppa fretta... grrrrr ma suvvia è una bella giornata di sole e mi ricordo ancora come inizia la Messa.. ce la posso fare ad arrivare in tempo sono sicura.
Ci aggiriamo intorno al District Six ma la Chiesa è vicina alla highway, la superstrada e quindi non è ben segnalata sulla mappa. il District Six è la zona del Capo dove è avvenuta negli anni '60 la rimozione forzata della gente di colore, dove i buldozzer sono arrivati ed hanno spianato le case perchè la gente non se ne voleva andare, dove il Governo non si è sentito di spianare anche le chiese e quindi si ha questo paesaggio irreale per cui ci sono prati vuoti con una chiesa qua ed una mosche là.
Solo qui, e solo ragionandoci fermamente, si può capire la tragedia che si è consumata.
Il tassista mi porta ad una chiesa ed io pago i miei 40 Rand (4€) e mi precipito dentro.
Non paiono esserci italiani e la gente sta mangiando bomboloni ed altro negli ultimi banchi della chiesa. Una signora con una bellissima collana mi dice che la chiesa cattolica è al di là della strada, esco di corsa e, non è al di là della strada ma è al di là di uno degli ennesimi prati desolati del District Six.
Penso che sto percorrendo la mia personale Via Crucis per giungere alla mia Pasqua.
Mi si presenta davanti una piccola salita rivestita da zolle sconnesse ed erba disordinata, spazzatura sparsa qua e là, abbandono, desolazione, si riesce addirittura a respirare la disperazione di questo luogo.
Alla mia destra un murales sul muro di un edifico è l'eloquenza:


 Il mio cammino perigioso è sostenuto dalla vista della chiesetta proprio di fronte a me.
Non posso fare a meno di ripensare a tutto quello che ho letto sulla rimozione avvenuta qui, pensare che solo 45 anni fa qualcuno decise che i bianchi ed i neri non potevano vivere insieme e quindi i neri, guarda un po' quelli che erano nati qui e a cui la terra teoricamente apparteneva, andavano deportati altrove, lontano dalla vista e dalla vita sociale dei bianchi ma a portata di mano di lavoro. Chi mai ha potuto pensare di "spostare" 6000 persone perchè i bianchi ed i neri non potevano vivere vicini? è talmente assurdo da scrivere che non reisco a capire come possa essere stato possibile dare vita a questo pensiero e metterlo in atto.
L'assurdità di queste azioni, come di quelle avvenute in Europa ed in ogni altra parte del mondo, e l'impossibilità di spiegarmi come altre menti ragionevoli attorno ad alcune menti irragionevoli non siano riuscite a fermare queste nefandezze, mi provoca lo stesso nodo allo stomaco che mi ha provocato il trovarmi nel mezzo del District Six, con la radura sotto i miei piedi a testimonianza tangibile di ciò che è stato.




Lo spazio del District Six è un'immediata periferia della città. E' incomprensibile vedere questi spazi vuoti così vicini alla città, dove in qualunque altro posto al mondo (ed in effetti fu così anche qui) sarebbe dilagata la città con edifici e costruzioni.
Il Governo non se la sentì di abbattere con i Bulldozzer anche le Chiese e così si ha questa immagine irreale di templi di ogni confessione che sorgono in mezzo al nulla mentre usualmente dovrebbero sorgere nel mezzo della comunità ed attorniati da essa.
Questo, è il District Six.
Questa è la testimonianza visibile di ciò che la pazzia dell'uomo può fare.

Sono in ritardo e non ho purtroppo tempo di vivere intensamente il momento e continuo con la mia corsa.
Appena rimesso piede sul solido asfalto, all'entrata principale della chiesa, un enorme crocifisso con una scultura, presumo in legno, di un Gesù così familiare mi accoglie.
Ciao Gesù.
La voce del parroco mi rituffa in una familiare atmosfera. 
Sono arrivata, messa in italiano a Cape Town. How weird! 
La chiesa è proprio carina, con il tetto con travi in legno a vista, arcate e finestre a sesto acuto che danno quella sensazione di innalzamento verso il cielo. Le pareti sono pulite ma su ogni stretta e vicina vetrata c'è un  mosaico con un Santo e i quadri con le stazioni della Via Crucis sono appesi tra le finestre. Un mosaico composto da tre vetrate sull'abside e le statue del Sacro Cuore di Gesù, sulla sinistra, e della Madonna, a destra, ed il semplice tabernacolo.
 
Accanto a me c'è il mosaico di Santa Josephine, mi piace questo nome (in inglese non lo traduciamo però), mi sa che dovrò avere un altra bambina oltre alla mia Sofia perchè Josephine mi piace proprio... e due.. :)
Che sensazione familiare. Che bello.
Quando una è cresciuta come me con almeno una messa a settimana, vi garantisco che sentire la celebrazione in italiano e poter rispondere ti fa sentire davvero a casa.
Al momento del segno della pace il Parroco è sceso tra i banchi dando il segno della pace e gli auguri di buona Pasqua a tutti i fedeli scendendo attraverso i banchi di sinistra mentre il curato scendeva in quelli di destra, arrivati in fondo pensavo tornassero insieme invece si sono scambiati e via, a dare il segno della pace e gli auguri a tutti gli altri.. favolosi.
Devo ammettere che mi sono commossa, non lo so spiegare ma quando sei abituata, come me ad avere attorno a te tutta la tua famiglia durante le feste e ti ritrovi da sola, a 9.000 km di distanza da casa, con gente che non parla la tua lingua tutta attorno a te, la stretta di mano di un parroco che ti dice Buona Pasqua riesce a farti emozionare fino a farti sgorgare una lacrimuccia.
Alla comunione quasi tutti sono andati a farla, immagino che, se già in Italia la gente si vergogni a non farla.. figuriamoci qui..  :)
Alle mie spalle una mamma porta un bambino rumoroso nella zona dei confessionali... delimitata da un cartello "Cry Zone" adoro.. la zona del pianto!!
All'uscita il Parroco fa come nei film americani, o come nella casa nella prateria o nella signora del west, e si mette all'uscita per salutare tutti i fedeli (adoro!) 
Io ed il marito di Alessandra notiamo che i bambini non sono evidentemente abiutati all'ambiente come lo eravamo noi, lui, dice, "cresciuto all'oratorio" non si corre e non si bestemmia in chiesa, gli chiedo, perchè? fuori si scusa? e lui ridendo mi comunica che nel suo oratorio c'era chi osservava il comandamento solo all'interno delle mura..
I bambini qui entrano con la borraccia dell'acqua, giocano e si dimenano durante tutta la celebrazione ed uno ha pure preso per una pista da corsa il tappeto rosso che conduce all'altare perchè ad un certo punto durante la messa è partito a mozzi Usain Bolt per raggiungere forse le candele o chissà cosa.
A parte queste piccole differenze un adorabile tuffo nella mia cristianità.

All'uscita incontriamo un'altra coppia che era con noi ieri sera, lui lavora per la Lavazza, lei aspetta il loro primo figlio che arriverà a Luglio ed ha un chiama angeli come il mio al collo. Mi accompagnano vicino a casa dato che vanno in città, tornando a casa mi compro il mio pranzo di pasqua, una anelata pizza che sogno da settimane e che non riesco mai a mangiare.

In pareo, perchè il cielo ora si è coperto ma la giornata è calda e non c'è il vento, con il cartone della pizza ed il mio Roibos tea, mi godo il mio solitario pranzo di Pasqua, e lo concludo con mezzo Ferrero Rocher gigante perchè sono da sola e me lo merito.


La mamma mi ha detto che mi avrebbe chiamato, loro sono tutti a pranzo dallo zio come al solito, e adesso che ci penso se le avessi detto di mettere il computer sul tavolo avrei potuto mangiare con loro ma..vabbè..
arrivo al momento del dolce e quegli antipatici mi invogliano facendo sfilare davanti alla webcam una colomba favolosa (ma che poi ha il lievito e le uova ed il burro e non l'avrei potuta mangiare comunque ma l'acquolina non le sta ste cose) e uova di pasqua per tutti i gusti.. gente malvagia..
Vedo che Andy passa l'uovo al mio papi fuori campo e gli chiedo se è buono.. dato che papino lascia parlare gli altri..lo so io come sei fatto papino mio <3
Chiacchieriamo un po', la risata della zia, il mio cuginetto, lo zio Walter che mi offre l'uva, lo zio Olly che mi prende in giro come al solito e la mia mamma che non la vedo ma la sento, come ti voglio bene mammina <3
Ecco, adesso si che è Pasqua, con la mia family. Vi voglio bene Buona Pasqua.


sabato 30 marzo 2013

Bicchiere d'acqua

Uno psicologo insegna ai suoi studenti come gestire lo stress…
Prese un bicchiere d'acqua e si avviò per la stanza, in silenzio… Tutti si aspettavano una domanda tipo - è mezzo pieno o mezzo vuoto? Ad un certo punto si fermò, alzò il bicchiere e chiese ai suoi studenti: " Quanto è pesante questo bicchiere d'acqua?"
Meravigliati, gli studenti hanno dato risposte tra 250 e 500 g
Psicologo risponde: peso assoluto non importa… Importa quanto tempo lo tieni alzato… Un minuto - nessun problema… Un'ora - un braccio dolorante… Un giorno - paralizza il braccio… In ognuno di questi tre casi il peso del bicchiere non cambia. Cambia solo il tempo ... più il tempo passa, più diventa pesante… Lo stress e le preoccupazioni della vita sono come il bicchiere d'acqua… Se si pensa di meno a loro- non succede quasi nulla. Se si pensa di più- il cuore inizia a far male… Se stai pensando a loro per tutto il tempo - paralizzano la tua mente ... non puoi fare più nulla.
Ecco perché è importante alleviare lo stress… Quando arrivi a casa la sera, lascia fuori le tue preoccupazioni … 

Non portarle con te durante la notte… Metti giù il bicchiere!!!

venerdì 29 marzo 2013

terapia

° come si fa... a cancellare, estirpare, evaporare... tutta questa rabbia che ancora c'è? °
how you can ... to erase, eradicate, evaporate ... all this anger that's still there?
non lo so come si fa... 
ma ho sempre trovato che scrivere sia un po' come "buttare fuori da se" qualcosa.. e solo Gesù in questo Venerdì Santo sa quanto ho bisogno di cacciare via lontano da me questa cosa che ancora mi ferisce così tanto, e mi fa ancora piangere ogni volta che qualcuno mi chiede che è successo ed io cerco di ricostruire i fatti, e ancora mi chiedo perchè.. cosa scaturisca tanta cattiveria.. anche se so l'etimologia di Cattivo.. ma questo non mi aiuta per nulla.. 


eppure la sotria è semplice.. tanto semplice quanto incomprensibile per me.
una mia amica stava insieme ad un mio amico,
io non mi sono mai permessa di giudicare la loro relazione dato che non la capivo e se non capisco e non sono affari miei non mi permetto, questo credo che sia sfuggito ad una delle parti tanto per cominciare.

dopo anni la mia amica decide di lasciare il fidanzato di sua iniziativa e non sotto consiglio mio come probabilemnte crede qualcuno. 
(la mia opinione in ogni caso sarebbe stata che nonostante fosse sbandierato e dichiarato amore eterno non si potesse considerare tale un sentimento per il quale una persona pretende di controllare l'altra e non rispetta ciò che è ma piuttosto pretende di imporle comportamenti e pensieri che non le appartengono, questo è possesso, non è amore, ma certe persone che l'amore non sanno e mai sapranno cos'è possono facilemnte confondere le cose)

lui decide di cancellarmi da facebook 
io sopravvivo perfettamente al lutto
(mi rendo conto che i dettagli sembrino futili ma non lo sono)
dopo alcuni mesi lui mi richiede l'amicizia ed io la ignoro perchè è un chiaro tentativo di controllare la mia amica
dopo il mio rifiuto lui mi scrive un messaggio "eee ma che bambina dell'asilo" o qualcosa di così
io penso: " a io bambina dell'asilo? chi mi ha cancellato perchè la morosa l'ha lasciato? mha" 
non mi esprimo e non lo cago

dopo altri mesi mi ri-ri-chiede l'amicizia
MI FA PENA, e lo accetto, tanto ho 1.799 amici la maggior parte dei quali non si chi siano quindi uno in più uno in meno.. chissene..

lui inizia ad impestarmi, si impestarmi la bacheca con gli eventi della sua scuola,
che se mi pubblichi l'evento e basta non mi interessa ma non posso sopportare che ogni volta che entro in facebook (ogni giorno) trovo al posto delle mie fotografie recenti una tua cazzo di locandina, ok va bene ma moderazione... anche e soprattutto considerando il fatto che non faccio più parte della scuola (ma questa è un'altra storia vero?..vabbè.. che schifo)

gli dico di smetterla di impestarmi la bacheca pacatamente, gentilmente e simpaticamente

più volte

non la smette ed allora all'ennesima locandina di un cazzo di stage di tale Marco che appare al posto della mia faccia (insegnante di una tale arroganza a mio parere che prorpio non merita di stare sulla mia bacheca) gli scrivo sotto "a me non sta simpatico quindi anche no"

al che, sotto la locandina nella pagina della sua scuola inizia con una tale foga, cattiveria ed evidente rabbia repressa ad insultarmi che se ancora ci penso resto schiarita.

inizia con un "della tua opinione non interessa niente a nessuno e non ti premettere di insultare la professionalità delle persone" o qualcosa di così

ora

io puntualizzo che se, come da ripetute richieste, avesse smesso di impestarmi la bacheca io non avrei motivo di commentare ed inoltre lo informo che "non simpatico" non è un'insulto e che se vuole un esempio di insulto potrei facilemnte dargli del "parassita" che è quello che penso di lui e che probabilemnte lo è.

pacatamente.. serenamente... addirittura ragionevolmente direi perchè alla luce dei fatti è proprio proprio la sua descrizione spiccicata che non se ne potrebbe avere una migliore..

cmq tra i suoi insulti che per fortuna non ricordo perfettamente c'erano:
- ora capisco perchè Viviana e Marcello ti hanno lasciata
(usare i dolori delle persone sapendo quanto male ancora facciano certi eventi come arma? che signore...che eleganza.. che merda!)

- guardati in giro tu sei sola ed io sono circondato da persone che mi stimano
(è?
no ma seriamente? 
c'è gente che dice certe cose? capisco gente che le pensi ma le dice pure?
è si.. e lo dovevo incontare io?
ma soprattutto.. dove stai guardando?
a parte il fatto che sei circondato da persone che non sanno (perchè non lo vogliono sapere) che sei un approfittatore piattola e la più brutta persona che io abbia mai conosciuto e di cui abbia mai letto in vita mia
ma..contenti loro che preferisono avere una persona che pensi per loro piuttosto che fare la fatica di farlo.. contenti tutti
ma.. che arroganza sprigiona avere la presunzione di considerare che chi ti circonda ti stima?
mamma mia è un pensiero talmente al di là della mia mente che nemmeno riesco a visualizzare.. eppure sono brava a mettermi nei panni delle persone.. ma l'arroganza, non rientra nelle mie conoscenza.. grazie a Dio e grazie alla mia mamma
La cosa curiosa è che non era la prima persona che me lo diceva, la prima cattivissima parte intendo, e nel mio cuore c'è ancora quella ferita, come nella mia mente la scena chiara e distinta di quel "capisco perchè sei sempre sola!" 
credo che loro dicano queste frasi perchè sentirsele dire non li ferirebbe.. ma non si rendono minimamente conto del male che fanno.. dei segni che lasciano.. del dolore perpetuo che provocano.. beati loro.. e beata ignoranza
Il mio nonno me lo diceva "che bò tep eser gnoranch" hai ragione nonnino mio adorato.. non sai quanto mi piacerebbe esserlo tante volte, e ignorare le cose invece di scolpirmele nella testa e nel cuore.. ti amo nonnino mio <3 )



credendo di aver raggiunto il limite della (sua) bassezza decido di cancellarlo nuovamente e definitivamente, e di non curarmi più di lui e di ciò che dice.
MA, sua maestà decide che io lo DEVO ascoltare e inizia a mandarmi messaggi in cui mi minaccia, si mi minaccia proprio, e mi dice che io DEVO ascoltare quello che ha da dire e che non potrò evitarlo perchè lui verrà e mi dirà quello che mi va detto ecc ecc ecc... evaporazioni mentali di un maniaco egocentrico..

telefonate.. messaggi.. ma si può sapere cosa vuoi da me e perchè mai sono così importante per te? perchè giuro non lo capico
a me di te non importa nulla ed infatti non ti voglio sentire/vedere come cavolo è che tu hai questa esigenza nei miei confronti MOLLAMI!!!

dopo una quantità imbarazzante di telefonate e messaggi prendo il telefono arrabbiata e stanca e dico alla sua segreteria perchè lui stranamente non risponde che NON ME NE FREGA UN CAZZO di parlare con lui, tantomento di farmi catechizzare da lui su quello che secondo lui è giusto e sbagliato, non mi interessa la sua opinione, non sono tra quelle che lo stimano e non mi interessa nulla che lo riguardi o che abbia da dire! 

i ricordi grazie al cielo si confondono.. credo di aver ignoranto ancora un po' delle sue telefonate ma mi viene il voltastomaco a pensarci..

Purtroppo frequentando lo stesso ambiente ci capitò di incrociarci, io ero talmente arrabbiata che avevo dichiarato a tutti quelli che secondo lui non dovevo avere intorno perchè ero sola (ed erano parecchi) che se mi si fosse avvicinato sarebbe stato il secondo uomo che avessi picchiato in vita mia.. quindi sarebbe stato meglio per lui starmi alla larga.
Guarda caso... nonostante ne abbia avuto la possibilità quella sera non si avvicinò.. e nemmeno la seguente.. 
coniglio.. oltre che piattola

blablablablabla tanto bravo a chiacchierare...

successivamente decisi di venire qui, di scappare via da tutta quella cattiveria e da quell'aria evidentemente malata, e dalla sua amichetta anche
e lui? quando ci incontravamo cercava di farmi dei sorrisetti, che ancora non capisco se fossero maligni o cos'altro e poco m'importa

la fine della storia è la più geniale della geniale mente malvagia di stammerda..

parto per il Sudafrica e lui scrive non so dove "ecco brava vai in Africa e restaci!"

ora...

ma che cazzo vuoi si può dire?

ma chittincula (come direbbe la mia amica) si può dire?

ma che stracazzo vuoi lo posso ridire?

ma sei innamorato di me per avere tutto sto interesse fammi capire?!

MA MOLLAMI!!
certo che ci resto se devo pensare di rivedere la tua brutta faccia o testa di cazzo!
a e poi sei troppo capitan coraggio a scriverlo sapendo che io non ti posso leggere.. no no sei un eroe!
cmq...

la mia mamma ha ragione... nessuno ha commentato, come nessuno commentò quando mi insultò pubblicamente nella pagina della sua scuola,
persone che dicono di volermi bene,
ed è vero che facebook non è propriamente il luogo dove discorrere di certe cose, che ad alcuni non piace, che molti lo trovano sconcertante il parlare in una "piazza" virtuale 
ma..

sapete cosa?
se una brutta merda come quella avesse detto quello che lui ha detto a me ad una persona a cui volevo bene, ad un mio amico o ad una mia amica, io avrei detto qualcosa.
è vero, non sono capace di farmi i cavoli miei, e grazie al cielo!!
non l'avrei lasciato pensare che aveva ragione e che tutti la pensavano come lui dato che non replicavano, forse è la cosa che mi fa più male.. che di tutti quelli che dicono di volermi bene nessuno gli abbia detto nulla..
quasi come mi ha fatto male che una persona a me vicina abbia congedato l'argomento con un "ma si lui è così" ... perchè non mi hai potuto dire una volta, una volta sola.. "mi dispiace, è stato cattivo" ? mi avrebbe fatto così bene...

la maggior parte delle persone preferisce "starne fuori".. beati voi.. sarò matta io che penso che se voglio bene ad una persona, qualsiasi cosa le succede è un po' affar mio, soprattuto se si tratta di difenderla da qualsivoglia minaccia?
ieri sera me ne sono stata un'ora al freddo a consolare una che conosco da 3 giorni perchè le avevano rubato il telefono.. dico.. io sarò matta ma non è meglio avere qualcuno attorno a volte piuttosto che no? mha

vabbè... detto ciò.. che è il mio estremo tentativo di smettere di piangere per questa cosa e buttarla definitivamente fuori da me, spero di non doverci pensare più, spero che funzioni come una magia e che questa brutta storia e questa brutta persona svaniscano magicamente dalle mie membra, perchè non li sopporto più.. non li voglio più e non voglio piangere dal dolore ogni volta che qualcuno mi chiede che è successo.

non lo voglio più questo peso.. vai via da me!

Nonno.. ti voglio bene.. tanto tanto tanto tanto bene e mi manchi tanto tanto, e quanto mi piacerebbe stare a dormire mano nella mano con te sul divano come tutte le Pasque <3
ciao nonnino.. mandami un po' di polvere di stelle... perchè ne ho tanto bisogno <3


 



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mercoledì 27 marzo 2013

Cape Quarter - FoodAndChaatter



Jennifer ha la polo come la mia, ma grigio chiaro e con il volante dalla parte sbagliata : )
[una cosa divertente da fare qui è dire agli autisti o a chi guida qui ed è originario di qui che guidano dalla parte sbagliata, gli sorge immediatamente un sorriso sul viso e iniziano a dire “voi, guidate dalla parte sbagliata” e si comincia ad argomentare ma in modo divertente]. Jennifer è un po’ imbranatella alla guida, sia perché l’auto è nuova, sia perché il lato di guida è quello sbagliato sia perché.. è veramente imbranatella e paurosa di tutto, basta dire che è qui da 5 mesi e ieri era la seconda volta che guidava di notte?
In macchina ieri sera c’eravamo io Audrey Jennifer e Raphaelle, tutta una macchina piena di francese, dovrei impararlo per infusione invece.. mi sento solo dire che parlo inglese con accento francese, bè è già un inizio no? E soprattutto sono felice di potermi allontanare un po’ dal non così bell’accento italiano.
La serata al Cape Quarter prevedeva una cena in un bistò a base di piatti tipici sudafricani, era stata organizzata tramite una pagina facebook gestita da una frizzante ragazza di origini cinesi (o giapponesi.. forse capirò la differenza dopo il mio futuribile viaggio nel continente asiatico). L’idea è piaciuta a Raph e Audrey ed eccoci qui, a passeggiare nel Cape Quarter, vicino al Bo Kaap e a Green Point, alla ricerca del Cape Malay Food Market. Siamo ancora in città, con molti alti palazzi attorno a noi, ci inoltriamo in uno di questi vecchi palazzi di mattoni rossi ristrutturati che mi piacciono tanto e scopriamo che, all’interno di uno di essi, giace un piccolo mondo a parte: una piazzetta ricavata nel mezzo dell’edificio con una fontana, alberi e panchine. Camminando sui cubetti della piazza attorno a noi scopriamo diversi ristorantini con i tavolini e gli ombrelloni all’esterno e negozietti curiosi. Audrey è subito attirata da un negozio in particolare: Lindt! L’abbiamo persa è ipnotizzata : )
Qui non ci sono le uova di Pasqua come da noi.. DISASTROO!! Non per il cioccolato .. ma per la sensazione che danno.. l’unica cosa che assomiglia ai nostri orpelli pasquali è il coniglio della Lindt ma ha due difetti: uno, è al latte (blè) e due ha una faccia, e perché mai devo spaccare la faccia ad un coniglio carino per mangiarmelo.. lo trovo davvero davvero troppo cruento. Comunque l’unica cosa che hanno qui sono delle uova di cioccolato (al latte solo ed inesorabilmente al latte,, meglio per me così non lo mangio) piccole o piccolissime, ricoperte da carta stagnola colorata. Le uova più piccole misurano pochi centimetri mentre le più grandi saranno al massimo di 15 centimetri…tristezza infinita cos’è sta roba??!! E poi hanno dei coniglietti .. tipo i babbi natale che noi mettiamo sugli alberi.. capisco perché le mie colleghe quando gli raccontavo dell’esagerazione delle nostre chincaglierie pasquali avevano gli occhi sfavillanti dichiarando: “io voglio vivere in Italia!” : )
È abbastanza evidente dall’irregolarità nell’argomentazione della mia scrittura che devo scrivere più spesso, se no mi si accumulano gli argomenti e continuo ad aprire finestre su altri discorsi ed altri accadimenti … chiedo venia.
Ci accoglie l’organizzatrice munita di cartelletta e ci fa accomodare perché siamo quasi in ritardo (la ricerca di parcheggio per Jennifer e la guida in salita è stata perigliosa, alla fine Audrey ha preso le redini ed ha parcheggiato l’auto e siamo finalmente arrivate). Il Cape Malay è un localino composto da una sola grande stanza, vetrata anteriore che scompare lasciando lo spazio aperto sulla piazza dove alcuni tavolini completi di ombrellone fanno compagnia ad un tavolino basso attorniato da divano e poltrone da giardino. Tre lunghi tavoli di legno con pianale in legno vivo e gambe dipinte di bianco (pure stile provenzale che adoro) in cui si possono sedere comodamente 10 persone ci separano dalla bianca e luminosa cucina a vista. Il bianco impera, sulla parete a lato uno scaffale accoglie diversi prodotti in vendita: spezie, confetture, semi.
Ci accomodiamo al nostro tavolo e lasciamo spazi vuoti come da indicazione della nostra ospite, in cucina fervono i preparativi e Zaida, la proprietaria dirige i lavori. È una donna di origini indiane con la pelle ambrata ed i capelli raccolti in un foulard porpora che sembra uscire direttamente da una stampa antica proveniente dall’India, decisamente affascinante. Zaida ha aperto il suo ristorante di recente dopo aver lavorato per 16 anni in un non ben definito ruolo nell’industria dei trasporti, ha voluto la cucina aperta sul ristorante perché vuole che i suoi clienti si sentano come a casa e possano vedere e sentire cosa accade in cucina ed assaporare, prima ancora che i gusti, i profumi dei piatti. Propone le ricette di famiglia ed ha deciso di iniziare la sua attività qui, ai piedi di Signal Hill dove è nata e dove vive.
Il menù? Semplicemente delizioso
Starter:
+ Cape Malaz starters: Hand-wrapped Chicken/Mince samosas, daltjies
+ Traditional Cape Malay Boeber: rosewater infused milk with toasted almond
Mains:
+ Lamb denningvleis: tamarind sweet & sour braised lamb
+ Fish Curry
+ Lentil Bobotie
+ Grilled vegetables
Dessert:
+ Potato pudding with stewed fruits & custard
+ Spiced koeksisters with coconut flakes
Accanto a me si siede Torsten, tedesco, sulla cinquantina, si è trasferito qui vent’anni fa dopo aver vissuto anche un po’ in Svizzera, ha dei.. come chiamarli,… punti ristoro di cucina salutista, non ho una definizione migliore, sono come barettini dove la gente pranza in modo salutare, tipo quelli che trovi alla Virgin per intenderci, roba di insalate insomma. È eccentrico e, come l’ha definito Audrey, supergay, ma molto simpatico e, ovviamente, facciamo subito amicizia ed iniziamo a scherzare allegramente. Di fronte a me ?nome? una donna, anche lei sulla cinquantina (non perché lo sembri ma perché lo dichiara apertamente per confrontare la sua età con quella di Torsten che però reagisce come farebbe una donna alla richiesta dell’età) che viene dal Canada ed è a Cape Town perché? Ma chi lo sa? Alla fine si chiacchiera un sacco ma mi sfuggono delle parti fondamentali, sarà forse che in Canada parlano francese ed ogni tanto il tavolo si immerge in un french-time incomprensibile o molto più probabilmente perché il mio inglese colloquiale ha bisogno di maggior pratica.
La canadese ha una particolarità, taglio degli occhi e naso sono uguali spiccicati a Simona, la mamma di Giada, sono talmente ipnotizzata dalla cosa che a volte mi perdo i discorsi. È sempre una cosa impressionante e stupefacente per me quando incontro qualcuno che somiglia così tanto ad una persona che conosco, non riesco a smettere di guardarla incuriosita, e alla fine le confesso il perché. Accanto a lei, la sua amica che viene dall’Inghilterra, nonostante non udente legge le labbra e partecipa alla conversazione, lei scrive per la BBC e tra non molto dovrà tornare in Inghilterra ma dichiara di non averne assolutamente voglia, tutti al tavolo la possono capire. Jennifer è seduta accanto a lei e, a chi dice che io parlo molto presenterei alcune persone qui, lei per prima; di fronte a lei accanto ad Audrey c’è questo ragazzo che, a quanto ho capito dalle descrizioni di Raph è un “io io io me me me boy”, la povera Raph è bloccata dalla conversazione con lui ed è molto grata quando a capo tavola si accomoda una ragazza di Cape Town e accanto anche Lisa, la nostra ospite.
Tra cibo e chiacchiere la serata passa davvero piacevolmente, alla fine sembriamo tutti vecchi amici riuniti per l’ennesima cena anche senza gli alcolici, che in questo ristorante non si servono.. favolosa Zaida.
Nella piazzetta c’è un locale che si chiama “Andiamo!” … adoro questi sprazzi di Italia qua e là.
La cosa più bella che c’è in questa città sono i grilli. Tra gli alti palazzi della città, passeggiando nella nottata sotto la luna quasi piena, il canto dei grilli che ti segue e ti accompagna è irreale e meraviglioso.
Ed ora vado a casa a fare dei biscotti per l’ufficio per domani.. è la condizione ideale, dato che sono talmente piena che non potrei assaggiare nulla nemmeno se dovessi.
Mentre i biscotti cuociono me ne sto sul balcone, piedi accavallati sul muretto, niente vento stasera, nuvole bianche che sembrano pennellate d’acquarello nel cielo blu profondo, luna piena che mi fa compagnia, adoro le notti d’estate di Cape Town.