Quando sei sul bus vedi passare accanto a te tante vite, gruppi di amici che bevono qualcosa dopo il lavoro o persone che camminano da sole con la loro musica, qualche volta tu sei una di quelle persone che stanno fuori, e qualcuno forse da quassù, ti guarda con simpatia, o con invidia, a volte tu sei quello dall'altra parte del vetro che qualcun altro vorrebbe essere, a volte sei solo con i tuoi pensieri e qualcuno là fuori ti ricorda quanto ti mancano i tuoi amici e quanto vorresti averli qui..
giovedì 31 gennaio 2013
domenica 27 gennaio 2013
mi mancano già....
Non ci posso
pensare.. se no mi metto a piangere..
Ultimo giorno
con i miei bimbi, non ultimo nell’Asanda Village, la township di qui, ma ultimo
con loro.. i miei piccoli meravigliosi cuori.
Siamo andati al
parco anche oggi, l’ispettore del governo doveva venire e non si capisce perché
non potesse venire quando i bambini erano a scuola, così mentre Pretty restava
a scuola a fare il “lavoro delle scartoffie”, Pearl insieme a Luisa ed io,
abbiamo portato i bambini al parco.
Tutte le mie
piccole meraviglie hanno preso i loro zainetti con il pranzo e si sono messi in
fila vagamente ordinati per partire direzione parco giochi che a loro, sono
sicura, sembrerà essere lontanissimo e bellissimo, come a me sembrava
lontanissima e così enorme e così colorata l’Auchan di Concesio quando con
mammì e papi e Alessia andavamo a comprare i quaderni e le matite e lo zainetto
nuovo prima che iniziasse la scuola; chissà se anche a loro, come a me ora
Concesio, un giorno quel parco sembrerà così familiare e così “vicino”, chissà
se anche loro riusciranno a ridimensionare il loro mondo e le loro distanze o
se invece, come molti degli abitanti della township vivranno e vedranno solo la
township in tutta la loro vita… non posso pensare che la mia Zizipo e la mia
Nanube ed il mio Ndomiso e la mia intelligentissima Iva ed Anathi e Buhe così
sveglie non avranno una possibilità. La devono avere! La devono proprio avere!
Pearl inizia a
cantare: “There is a fire in the mountain” e i bimbi rispondono qualcosa che
non capisco e subito Iviwe continua “There is fire in the mountain” … e la
canzone continua e poi Iviwe riprende per cento volte come solo lui sa fare :
) adorabile Iviwe quando inizia con
GiRRo GiRRo tondo ScaSca il mondo… non si ferma più e tutti dietro a lui.. è un
leader il mio piccolo teppiestello : )
Arrivati in
prossimità del parco i bimbi rompono le righe, questo credo accomuni tutti i
bimbi del mondo, quando l’obbiettivo e vicino: CORRERE!!
Il parco: in questo
spazio lasciato libero tra le baracche, più o meno ci potrebbero stare una
decina delle loro case (ma i numeri non sono il mio forte e non sono mai e mai
sarò capace di essere una di quelle persone che ti dicono: “sono circa.. tot
metri quadrati”).
Ci sono uno
scivolo alto, una giostra di quelle di con la base di ferro bucherellato e con
i raggi rialzati disposti a raggiera per permettere ai bimbi di aggrapparsi,
un’altalena di quelle fatte a bilancia (da cui ieri i bimbi aggrappati l’uno
all’altro sono caduti ed io mi sono sentita malissimo perché Iva si è tagliata
il labbro e le si è gonfiato ed io l’ho assistita e coccolata e portata in
braccio tutto il tragitto di ritorno ed imboccata per pranzo perché lei non
parlava più ed io ero terrorizzata…ma è un’altra storia), un coso di quelli
fatti a moduli dove i bambini si possono arrampicare, sempre di ferro non
pensate mai a quelli di legno (*nota:
cosa da dire sulle scuole in legno prefabbricate), ed un altalena che a giugno
aveva ben tre sedili (e me ne ricordo perché li dovevo spingere tutti e tre con
i bambini che mi mettevano fretta) ed ora ne ha solo uno.
Per terra c’è
sabbia, pochissima erba ed una moltitudine di vetri di bottiglie rotti che
risplendono al riflesso del sole. … … … …
è il
parco giochi dei bimbi, molti sono a piedi nudi, ed è pieno di vetri
rotti.
Questa immagine da
sola riesce a provocarmi una tristezza inconsolabile…
Pearl dice che “loro”
(non capisco a chi si riferisca) dovrebbero pulirlo e tenerlo pulito ma non lo
fanno. [Appena tornata a casa ho scritto
una mail a Karen dell’associazione Masikhule, le ho detto della situazione perché
probabilmente, come altre cose importanti, non le vengono dette da Pretty e
Pearl perché loro sono già grate dell’aiuto che l’associazione gli da e non
vogliono chiedere troppo forse; le ho chiesto se si può fare qualcosa e che se
organizzerà un gruppo di volontari per pulire il parco farò il possibile per
tornare qui a dare una mano]
Dopo la prima
corsa iniziare verso l’obbiettivo i bimbi si fermano ed aspettano istruzioni (favolosi!),
Pearl gli dice di mettere in un angolo per terra gli zainetti, ed
incredibilmente c’è un lieve strato di erba, e poi si precipitano verso i
giochi, l’altalena fatta a bilancia viene ignorata dopo l’incidente di ieri,
con mio sollievo perché non mi ci sarei avvicinata, se ci penso…. ho ancora tra
le mani la schiena di Langa e per questo non riesco ad essere abbastanza veloce
per afferrare Nanube ed Iva e non mi ricordo le altre due perché ho solo gli
occhi spaventati di Nanube nei miei che si sente trascinare giù, e provo a
spostarmi per attutire la caduta ma non arrivo in tempo e riesco solo a
prendere due di loro mentre Iva si ribalta rovinosamente facendo perno sulle
sue gambe che abbracciano l’altalena, come la lancetta di un orologio senza
controllo sbatte la faccia a terra.
Mi manca il
fiato per un attimo, sono tutti addosso a me e Nanube inizia a piangere ma ha
solo un graffietto alla mano, li rialzo velocemente e controllo ma erano più
vicini al terreno di quanto non fosse Iva che raggiungo con le braccia ed
attiro a me, la mia cucciola piange sommessamente, le esce un po’ di sangue da
un labbro, tento di farmi spazio per prendere l’acqua ed un fazzolettino che ho
nella borsa che per fortuna ho infilato come zaino ma è difficile con tutti i
bimbi che mi bloccano le gambe, nel frattempo altri sono accorsi a vedere cosa
è successo; a fatica trovo l’acqua e Nanube mi guarda come per dire: “e io?” le
do un bacino sulla mano ma Iva mi preoccupa perché ha smesso di piangere, ha
solo lo sguardo nel vuoto, sono terrorizzata. Tampono con il fazzolettino
imbevuto di acqua il labbro che nel frattempo si sta gonfiando e prendo tra le
mani la testa del mio tesoro ed inizio a dondolarla, non piange, sguardo nel
vuoto.. aiuto!!!!
Noto che quella
dei bimbi attorno a noi è una curiosità
diversa , non sono venuti a curiosare, sono seriamente preoccupati per i loro
compagni, si avvicinano, controllano, allungano una manina e danno un gesto di
appoggio a chi si è fatto male, lo fanno sempre, anche quando qualcuno inizia a
piangere, è straordinario quando succede che uno pianga per qualcosa, vedere l’altro
che gli si avvicina, lo abbraccia e gli da delle pacchette sulla schiena, lo
consola e poi se ne va … come tutto in loro: semplice, essenziale, sincero.
Con calma arriva
Pearl, loro non si fanno mai prendere dal panico, i ricorda l’atteggiamento dei
Kenyoti .. “pole pole” con calma, sembra dirmi “non è successo niente, non è un
dramma i bimbi si fanno male continuamente”, controlla gli altri attorno a me,
da un pacca sonora di incoraggiamento a questo e a quello e poi mi lascia coccolare
Iva anche se probabilmente vorrebbe dirmi :”lasciala andare che torna a giocare”.
Nanube si offende un po’ e va da Luisa a farsi cocolare e a farle vedere la sua
manina, il giorno dopo mi farà vedere il segnetto microscopico un milione di
volte e pretenderà un bacino dato che non l’ho accudita come si deve il giorno
prima : ) la adoro, la mia piccola principessa. Tutto ciò è accaduto il giorno
prima al parco, tanto perché probabilmente, presa dall’emozione del ricordo, ho
lasciato aperta un po’ troppo questa parentesi, comunque mi sono portata in
braccio a scuola Iva, l’ho coccolata e abbracciata e sbaciucchiata, le abbiamo
messo il ghiaccio sul labbro e l’ho pure imboccata quando è stata ora di
pranzo, mi sono tranquillizzata solo quando, seduta per il pranzo a terra, ha
indicato e chiamato “Iviwe” con la sua solita decisione perché lui aveva perso
qualcosa dallo zaino.. sospiro di sollievo…
Tornando al
secondo, non così drammatico, giorno nel parco, dopo aver ever riposto gli
zainetti tutti i bimbi si precipitano sulla giostra o sull’altalena o sullo
scivolo, giocano spensierati incuranti dei vetri per terra, corrono a piedi
nudi o con quei minuscoli sandaletti, giocano a palla, ma non giocano insieme,
non hanno ancora sviluppato questa facoltà, pensiamo che probabilmente l’estrema
povertà porti a non vedere come cosa intelligente la condivisione di un gioco,
quando prendono una bambola o una imoto (macchinina) sono molto possessivi,
nonostante quando gli si dice di riporli non facciano un lamento ed obbediscano
immediatamente.
Giocano e si
divertono, dopo un po’ prendiamo gli zainetti e ci sediamo sull’unico
pezzettino di prato tentando di evitare i vetri per il pranzo.
Attorno a noi ci sono dei bimbi che non vanno a scuola, non sono fortunati (nella sfortuna) come i nostri ed i genitori non li mandano alla prescuola, 15 € al mese per chi non ha un lavoro sono inaffrontabili; sono sporchi e malvestiti e guardano con desiderio e non con invidia i nostri bimbi.... quanta impotenza.. quanta ingiustizia.. quanti perchè....
Riponiamo tutto
e si riprende a giocare. Una bambina
viene verso di me, evidentemente sono stata eletta infermiera, mi porge la
manina che presenta un profondo taglio, da vetro non lo dico nemmeno, acqua…fazzolettino…
sciaquare.. tamponare! Pearl arriva con cotone ed una fascetta e la fascia alla
bell’è meglio.
Mi dirigo verso
l’altalena e dato che tutti vogliono salire ne approfitto per contare un po’ :
)
Un bimbo sale,
contiamo tutti fino al dieci e poi è il turno di un altro e così via, una
ragazza più grande che è lì al parco con la divisa della scuola con due bimbi
più piccoli mi aiuta a mantenere la fila e l’ordine, si stupisce e sorride
quando chiamo i bimbi per nome e li faccio sedere dicendo “Kalapanzi”
Fa molto caldo
oggi ed è meglio tornare a scuola, tutti mano nella mano ricominciamo a cantare
camminando verso la scuola…. There is a fire in the mountain…..
Tutti a lavarsi
le mani nel catino e poi a fare la coda per il bagno, appena tornati e
riordinati Pearl prende delle figure e gli spiega qualcosa.. io sono troppo
distratta dal godermi i visi dei miei piccoli cuori.. è l’ultimo giorno con
loro, e devo ricacciare in dietro le lacrime un sacco di volte.
La mia Nanube,
la mia Zizipo, la mia dolce Iva, il mio teppistello Iviwe, quel piagnone di
Ndomiso, la tenera Langa, Anathi e Babuhe Bengosi… le mie sorelline di padre
preferite…la mia dolcissima Andisiwe... sono innamorata.. innamorata tanto tanto tanto tanto. Me li porterei
a casa tutti, o me ne starei qui con loro, a vederli crescere, non ci posso
pensare che è l’ultimo giorno.. mi sembra che siano parte di me ormai, mi
sembra di conoscerli e di sicuro li ho nel cuore.. come li lascio di nuovo? Uffa
: (
È di nuovo l’ora
della pappa, mentre mangiano prendo le buste con le fotografie che ho preparato
per i miei preferiti (è si ce li ho eccome se ce li ho i preferiti) e gliele
metto nello zainetto non facendomi vedere dagli altri, non voglio che ci
rimangano male.
Nello zainetto
di Zizipo, quello con meno cibo all’interno di tutti, metto un pacchetto più
grande, ieri pomeriggio ho speso i migliori e più utili 6 euro di tutta la mia
vita e le ho comprato un paio di sandaletti con il fiocchetto; tutti i bimbi
hanno cambiato le ciabattine o le scarpine almeno una volta in queste due
settimane, lei no, ha sempre avuto quelle ciabattine rosa, che spesso perdeva perché
non erano chiuse.. dovevo proprio farle avere un paio di sandali che non le
scappino dai piedini… amore mio….
Oggi non do una
mano a mettere a terra i materassi ed a ricoprirli con le coperte, oggi no, me
li abbraccio e me li abbraccio ancora e poi li abbraccio un po’.. non li voglio
lasciare…
Quando tutti
sono a dormire Luisa vuole chiacchierare ma io mi sposto sulla scaletta vicino
a loro che dormono… ed inevitabilmente mi metto a piangere… è più forte di me..
Mi mancano già…
Dopo un po’ le
maestre se ne accorgono, mi danno le loro affettuose e violentissime pacche sulle
spalle, mi dicono che le ho aiutate e che devo essere contenta, Luisa si
avvicina e mi coccola un po’, sono contenta… davvero … ma sono triste..
tantissimo..
Li voglio solo
avere tra le braccia.. e coccolare.. ed aiutare per quanto mi è possibile..
davvero davvero davvero, li vorrei vedere crescere.
Mi mancano già…
mercoledì 23 gennaio 2013
Jack è in cucina con Tina
23.01.2013
h.3:23
Ieri
la povera Veronique non è stata bene, forse preso freddo, forse mangiato
qualcosa che le ha fatto male, forse il suo corpo le sta dicendo che è un po’
stanco (arrivata in volo domenica, 19 ore tra tutto, notte precedente insonne,
lunedì iniziato a lavorare in ospedale tutti i giorni fino alle 17, venerdì l’unico
giorno di vero riposo perché sabato sono andate a Cape Town al mercato e
domenica hanno fatto il tour di Capo di Buona Speranza… e come dice la
Tomaselli.. un po’ si.. e poi basta :) ). Le ho preparato il brodino e il tè
caldo ed ora dorme tranquilla..speriamo povera cucciola.
È
proprio una gran ragazza, molto dolce, educatissima, è un piacere parlare con
lei di qualunque cosa, la mia teoria si fortifica sempre di più: se fai un’esperienza
come questa, non puoi che incontrare sulla tua via persone a te affini, anime
in cerca di qualcosa di più. Mi piace.
È
un’altra di quelle cose che dirò fino allo sfinimento a chi si lamenta
(ricordiamo che il piagnisteo ammazza i neuroni di chi lo ascolta e già odiavo
prima la gente che si piangeva addosso figuriamoci ora che so che mi ammazza
pure i neuroni ascoltarla!): non puoi pretendere di incontrare gente “diversa”
se ti ostini a frequentare lo stesso bar, lo stesso ambiente, le stesse
persone. Non dico che bisogni per forza fare 9000 km, basta iscriversi ad un
qualsiasi corso… [Spazio Danza! Vuoi imparare a ballare? Incontrare gente divertente
e simpatica (quasi tutta), far parte di un “famiglione” di matti.. vieni a
ballare con noi – promotion :) ] di una qualunque cosa che ti interessi (corso
di cucina? Di inglese? Spagnolo magari? Ballo? In palestra? Vai a correre al
parco che è a costo zero!), e se per caso non trovi nulla che ti piaccia.. bè..
continua pure a lamentarti perché hai qualche problema serio con la vita, ma soprattutto
lamentati via da me grazie.
Oggi
è comparso un ventilatore, Pretty dice che un signore tedesco ha chiesto cosa
gli serviva di più e, con questo caldo, hanno chiesto qualcosa per far girare
un po’ l’aria sotto questo tetto di lamiera.
Stamattina
quando siamo arrivate abbiamo giocato un po’ con i bimbi come da “programma
scolastico”, verso le 9 le maestre dicono “Kalapanzi”, che vuol dire seduti, e
tutti diligentemente si mettono a sedere, la maggior parte possibile a contatto
mio o di Luisa. Attendiamo che accada qualcosa, di solito li fanno sedere e poi
gli leggono qualcosa, o spiegano qualcosa, o gli fanno ripetere incomprensibili
filastrocche in Khosa.. insomma qualcosa di didattico; io e Luisa siamo
affaccendate a comunicare con la moltitudine che ci circonda, ormai quella
classe scoppia di bimbi e fargli fare qualsiasi attività diventa sempre più
complicato dato anche il fatto che la classe è composta da età molto diverse
(dai 3 ai 6) e quindi spesso o i piccoli non capiscono o i grandi s’annoiano. Dopo
un po’ ci guardiamo negli occhi per capire, stessa reazione: “Mha”, nulla
accade, le maestre chiacchierano tra loro ma pare non abbiano intenzione di
iniziare nulla, calcolando che alle 9.30 c’è il primo pasto…. Che aspettano? Mha..
Mi
scoccio di aspettare e vedere i bimbi annoiarsi (imparano di minuto in minuto
ciò che vedono, e ciò che vedono attorno loro sono spesso adulti svogliati e
nullafacenti) e, non so perché, la prima cosa che mi viene in mente è uno
stupido “bans” di quelle canzoncine che devi mimare mentre canti e che inizi
piano per poi ripetere e ripetere sempre più velocemente. Non ne conosco in
inglese, I’m so sorry, e quindi inizio a far vedere ai bimbi i gesti, basta
iniziare a fare qualunque cosa che loro ti copiano immediatamente, tutti, si
contagiano a vicenda anche i boys. Stendiamo tutti le gambe (tutte accavallate
dato che lo spazio è quello che è ma non importa) entrambi i palmi delle mani
che battono prima sulle proprie gambe, poi si spostano e battono sulla mia
destra e la sinistra di quello accanto a me e poi sulla mia sinistra e la destra
di quello accanto a me. Luisa afferra al volo ed inizia a mostrare ai bimbi che
fare, eeeeeee… “Jack è in cucina con Tina (c’è un bimbo che si chiama Tino!!! Ci
potete credere? Tino!!! Mi fa morire sentire quel nome chiamato dalla maestra
in mezzo Nindobuhe, Yzipile, Nomagugu, Tino.. Tino?!! Hahaha adoro) riprendiamo…
“Jack è in cucina con Tina, Jack è in cucina con Tina….” e si mima di suonare
il bengio e la canzoncina va avanti fino al mitico e apprezzatissimo “fli flai
fli fla io, fli flai fli fla io, fli flai fli fla io” in teoria mimando di
suonare la troma, in pratica MANI ALL’ARIA TUTTI INSIEM!
E
via che si ricomincia, mani che battono, il benjo, la tromba e più veloce…
mani, benjo, tromba eee.. più veloce veloce eeee… YEEEE tutti felici su le
mani!!! (ovviamente dopo le prime due volte non mi stupisco più di sentirli
cantare in italiano qualche parola.. favolosi!)
Momento
sport e coordinazione concluso. Brave noi, mi illudo che le maestre abbiano
intenzione di fare qualcosa ma, quando ci siamo noi che prendiamo iniziativa
(se no?) loro si sentono libere di posticipare i loro doveri e..vaaaabene…
ricominciamo a cantare e muoverci!
Aaaaah
già argomento coordinazione da trattare:
Questi
bambini vengono portati sulla schiena delle madri da quando nascono a quando
iniziano a camminare, contatto materno a mille ma, no gattonare, no afferrare,
no movimento. Il risultato è che hanno davvero delle serie difficoltà con la
coordinazione dei movimenti, non hanno idea di come tenere in mano i colori,
non avendo la possibilità di avere materiale didattico a casa gli devi
insegnare che se mentre scrivono non tengono fermo il foglio con l’altra mano,
il foglio scappa via, tengono i gessetti nelle maniere più assurde e spesso il
gessetto non colora, ti guardano come per dire “perché?!!!” e tu tenti di
mostrargli che basta fare un po’ di pressione ma, una volta che gli lasci la
manina torna la loro poca forza dovuta al non esercizio.
Sembra
una cosa così banale… imparare a disegnare… ma se la classe è composta da 36
bambini (in evoluzione) e le maestre ci fanno preparare solo due tavoli con
quattro sedie ciascuno, e se sei fortunato colori due volte a settimana per 10
minuti …… devo dire altro? E ancora qualcuno penserà.. sono solo pigri… è già..
grazie di questo giudizio dall’altro della tua occidentale opulenza.
I
nostri bimbi disimparano a tenere le matite in mano a causa dell’ipad… a questi
bambini se regali una matita gli regali la cosa più bella del mondo, magari poi
però arrivati a casa i genitori la vendono per comperare qualcosa di più utile..
chessò io.. del cibo!
Si
mi fanno incavolare parecchio quelli che si permettono di dire che questi
bambini non servono a nulla, che nascono e muoiono pigri, che sono solo bocche
da sfamare! Nascete qui voi! E poi fatemi vedere come diventate i capitani d’industria
che pensate di essere ora! Come vi comprate quelle scarpe da 300 € solo per
dimostrare chi siete! Date una possibilità ad uno di questi bambini invece, di
farvi vedere quanta dignità c’è nel non avere nulla ma avere la capacità di
essere FELICI!
Venite
qui! Vi sfido! Fate cambio per una settimana e poi vediamo chi si trasforma
immediatamente in pigro e chi invece con mezza possibilità cambia il mondo!
…
..
.
è
… lo so .. ma se penso ai commenti che ho sentito nella mia vita … mi ribolle
il sangue.
Nanube
è sorella di padre di… bambino bellissimo con nome lunghissimo e complicatissimo:
Mtutuzele!!
Come Anathi e Babuhe anche Mtutuzele e Nanube hanno praticamente la stessa età nonostante abbiano madri diverse, questo la dice lunga su come gli uomini qui gestiscano le relazioni; altra cosa sui rapporti familiari delle township è che è vista come cosa normale per i padri, abusare delle figlie giunte ad una certa età, ecco perché le madri sono felici se i mariti trovano lavoro in Botzuana piuttosto che in Lesoto e si limitano ad inviare pochissimi soldi. Terribile? Si. Barbaro? Decisamente. Ma se da generazioni e generazioni la prassi è questa, e nasci e cresci con qualcuno che non ti dice, ma ti dimostra, che è giusto così..
Arriva
Serina, una ragazzotta con quel fascino da “Mamì” che solo loro hanno, è una
maestra, non capisco se di un’altra scuola o che ha lavorato qui, mette subito
in riga tutti i bimbi ed ha una voce squillante e decisa. Prende gli zainetti
del pranzo ed inizia a distribuirli “Kabanlò?” di chi è questo? “Owam” è mio, e
così via, dopo pranzo Luisa fa colorare dei visi ed incollare occhi naso bocca
ad alcuni bimbi (4 per volta sul piccolo tavolino di plastica) ed io preparo
fogli dove devono ricalcare file di uno e di due con i gessetti. 4 per volta
anche io, ma assistendoli uno per volta, ed aiutandoli ad affrontare e
conquistare le insidiose curve che caratterizzano il 2 .. riesco a farne sedere
a provare quattro gruppi.. sono orgogliosissima perché di solito è tanto se
provano in 8.
Tutti
noi siamo al mondo per una ragione, per fare qualcosa di questa nostra vita, ciascuno
di noi, ciascuno di loro.
Noi
abbiamo certo più possibilità di cambiare il mondo di quante loro mai ne
avranno, ma saranno madri e padri e forse poco alla volta, generazione dopo
generazione, riusciranno a migliorare il loro mondo, anche se forse
diventeranno come i nostri bimbi: perennemente insoddisfatti, stressati e mai
all’altezza.
Ci
sarà un modo per mantenere questa gioia per il poco e per il nulla, di
mantenere questa purezza e gratitudine per la vita, migliorandola un po’ senza denaturarla....
lunedì 21 gennaio 2013
headakche
È la prima volta
da una settimana che riesco a sentire il meraviglioso rumore dell’oceano dal
mio letto. Le onde che si susseguono e si rincorrono e si infrangono. È la
prima volta che il vento si placa quel tanto da permettermi da sentire questa
stupenda colonna sonora.. grazie… Sopra di me luminose stelle, con quello
scintillio che gli dona, come se ne avessero bisogno, ancora più fascino.
Mi ha svegliata
un piacevole sogno di quelli che si mescolano con un frammento di ricordo..
Oggi sono dovuta
scendere in farmacia a prendere qualcosa per la sinusite, questo vento mi sta
uccidendo perché la pressione nella mia testa me la fa scoppiare di male; ho
resistito per quattro giorni, sperando che l’aria di mare aiutasse a farmelo
anche solo affievolire ma, oggi proprio non ce la faccio più. Stamattina Patricia
mi ha detto di andare in farmacia, qui molte persone ne soffrono e ci sono
farmaci dal nome Synosit…qualcosa che mi aiuteranno… ora… una domanda mi sorge
spontanea.. perché STRACAVOLO ogni volta che ce l’ho a casa mi danno l’antibiotico?!!!
Straporco mondo!!!?? Il mio stomaco non è abbastanza provato? Vogliamo proprio
smontarmelo del tutto? Possibile che qui c’è una simil-aspirina che me lo sta
già facendo passare e a casa devo prendere l’Augmentin? Mastraporcadiquella….!!!
Comunque … sono
scesa nel pomeriggio quando non riuscivo più a sopportare il mal di testa ed il
vento che fischiava non faceva che peggiorare le cose, la farmacia è proprio
fuori dalla porta, attraversata la strada (3.05 del mattino.. Veronique quando
dorme continua a sospirare..e sospira e sospira..russa anche un pochino a
volte.. dolce lei, se si sveglia mi prende per matta di nuovo come ieri
mattina, quando alle 4.30 si è svegliata e mi ha vista sul terrazzo a
fotografare l’alba.. ok pazza ma un’alba così piena di nuvole rosa non me la
faccio certo scappare…); farmacia enorme, un sacco di personale all’interno per
ogni corner: una per l’estetica, tre alle casse, due con le braccia dietro la
schiena che controllano, una al banco omeopatico, quattro dietro ai banco delle
“prescrizioni” e sospetto non siano finiti qui… quanta umanità in questa
farmacia, ci sono 5 clienti me compresa ed il rapporto è quasi di uno a due..
ottimo servizio.. La mia farmacista è una donna con il velo, sono così
affascinanti anche se sul traghetto per Robben Island ne ho vista una con il
burka completo e mi ha fatto una tristezza infinita, le spiego i sintomi e lei
mi chiede: “mal di testa forte?” posso rispondere DI Più!!!. Tre pastiglie al
giorno di “Advil Cold & Sinus”, mi mette la confezione rossa dentro un
cestino di ferro laccato bianco 20x15 cm x15 di altezza munito di coperchio in
rete metallica come tutto il corpo della “cosa”: cos’è sta roba? Lo prendo con
nochalanse come se fosse la cosa più normale del mondo (lo faccio sempre quando
non conosco o non capisco una cosa ma non voglio darlo a vedere… trovo sia così
poco elegante fare la faccia da : “E’?!! cos’è?!!” preferisco coprire la mia
ignoranza ostentando sicurezza ed investigare con calma : ) ) mi soffermo un po’
nella corsia di non so cosa con quel pesante strano coso in mano e subito un
addetto mi chiede se può aiutarmi, penso : ”potresti spiegarmi il senso di sto
coso” e rispondo, grazie sono a posto..
Resterò con il
dubbio.. perché tutto questo personale che mi gira attorno mi provoca senso di
claustrofobia e mi dirigo alle casse: 20 pastiglie di Advil per 46 Rand..
potevo scendere prima a spendere 4 cavolo di euro senza fare la splendida e
farmi scoppiare la testa per quattro giorni? No..ovviamente.. siamo donne.. ci
hanno insegnato (le nostre cose) che dobbiamo soffrire! Ne prendo una
immediatamente, ok.. passa? Passa? Sono guarita? A non è miracoloso? Eeee ma
uffa però… A! non c’era scritto efficacia immediata? Ti passa già quando hai la
scatola (e il misterioso cestino) in mano? A no? PECCATO!!
Mi metto a letto
perché non riesco a fare nulla, il vento soffia fortissimo, qualcosa nel
palazzo provoca un fischio continuo.. il mio stomaco si rivolta dal dolore..
ora capisco perché la gente del posto odia il vento, e mi pento di aver pensato
“cosa sarà mai un po’ di vento! È estate!” sticavoli! È estenuante, per dare un’idea
della potenza con cui soffia… per uscire dal palazzo e andare in farmacia c’è
una porta a vetri che si apre a spinta: ho dovuto mettere due mani aperte sulla
piatta maniglia di ferro e fare forza con le gambe per riuscire ad aprirla.. la
prossima volta che uno di qui mi dice: “odio il vento” morderò il mio primo
pensiero di sufficienza verso questa cosa.
Nel frattempo ho
messo la zucca nel forno, quella zucca enorme che Patricia mi ha portato su mia
richiesta e che ho preparato ieri pomeriggio mentre le girls erano a Cape Point
e a Boulder Beach a vedere i pinguini e a Chapman’s Peak a godersi il panorama,
non so quantificare il peso di quel vegetale ma ha un raggio di 40 centimetri
almeno e mi servono entrambe le braccia per abbracciarlo; l’ho messa in forno
alle 5 perché credo due ore non bastino per farla cuocere.
I bimbi a scuola
aumentano ogni giorno, oggi ne avevamo 36 nella minuscola classe, e a fare il
gioco del “Hello, How are you” ci abbiamo messo una vita. Tutti cantano “Hello,
How are you per tre volte e poi How are you Today?” il bimbo con il sacchetto
di sabbia in mano (indicatore di turno) dice il suo nome e tutti cantano “Is
nice to see you Nanube” per tre volte e ancora How are you Today.. dovrebbero
anche dire se stanno bene, molto bene o così così ma.. troppo lungo già così
sto gioco. Quando arriva l’ora della nanna i 5 materassi che di solito mettiamo
per terra con sopra una coperta per farli dormire, non bastano e alcuni dei più
piccoli vengono mandati nella stanza dei piccoli.
La prima volta
che vidi come mettevano i bimbi a dormire mi stranii non poco: materassi a
terra, tutti recanti molteplici bandiere del Sudafrica, evidentemente fornitura
dello stato, coperte più o meno logore a coprire i materassi, alcuni dei quali
ancora incelophannati così da preservarli da eventuali “perdite”, i bimbi
vengono chiamati a uno ad uno, e loro disciplinatissimi obbediscono a tutto,
non si accalcano non si spingono, questa cosa è disarmante, la maestra gli
indica dove si devono sdraiare, loro si avvicinano al materasso, si
inginocchiano e si mettono a faccci in giù con le braccia a fargli da cuscino…
5 o 6 per materasso. La parte scioccante è quando uno dei kids si gira a pancia
in su, e dopo essere stato avvertito mezza volta viene preso e materialmente
girato a faccia in giù dall’imponente maestra sopra di lui: la prima volta devo
essere stata a bocca aperta per dei secondi.. sconvolta.. MA.. il metodo
decisamente poco “Montessori” ha un suo perché: i bimbi che non si possono
guardare in giro non hanno distrazioni e quindi dormono immediatamente…
semplice e disarmante.
[Metodo
Montessori: sviluppato da Maria Montessori (che non amava lo si chiamasse
metodo con il suo nome accanto) si basa sull’indipendenza e sul rispetto per il
naturale sviluppo psicologico del bambino, è un metodo utilizzato in circa
20.000 scuole in tutto il mondo per i bambini dalla nascita fino ai 18 anni.]
Un’altra di
queste semplici e disarmanti soluzioni è far chiudere gli occhi ai bambini
quando si agitano troppo. Tutti seduti, se (raramente) non obbediscono
immediatamente ai richiami della maestra (per esempio è capitato al ritorno dal
parco quando erano troppo eccitati dalla passeggiata e dal gioco per
ascoltare), gli dicono di chiudere gli occhi, loro li chiudono e si zittiscono
di colpo … stupore e meraviglia… la maestra ci spiega che se non possono vedere
e vogliono capire cosa accade attorno a loro, devono stare zitti ed usare un
altro senso, il più facile è l’udito e per ascoltare devono tacere…… state
strabuzzando gli occhi come feci io? E se anche voi state pensando “ certo,
prova a farlo in Italia, a parte che non chiuderebbero gli occhi mai, ma anche
nell’ipotesi di quello che gli accade intorno se ne fregherebbero e
continuerebbero a fare caciare come e più di prima…almeno io.. avrei fatto così
: ) ) ) )
Questa volta con
i bimbi sono in vantaggio, conosco già alcuni dei loro nomi (Luisa mi invidia
un sacco e tenta di impararli ma ho 6 mesi di video con i palloncini con i nomi
di vantaggio..), per esempio faccio tana SEMPRE ad Iviwe quando si agita
troppo, è il più vivace ed essendo anche uno dei maschietti più grandi è quello
che fa un po’ il “ganassa” ma è anche tanto coccoloso sto disgraziato.. la mia
Nanube (seconda N con schiocco “CLoppete” = NaCLube) sono innamorata pazza di
questa bimba meravigliosa, la guarderei per ore con quei suoi profondi occhioni
scuri e quelle espressioni adorabili, mi fa una tenerezza infinita quando la
maestra le da il gesso per scrivere il 2 alla lavagna e lei noncurante continua
a scrivere il 4.. amore mio !!!!
Iva è
meravigliosa ma è proprio bella bella bella, anche se a giugno per un po’ ho
creduto fosse un maschio (un bel bambino si intende) è proprio bella, sembra
una bambola. È una delle più sveglie, ed è quella che mi ha conquistata perché,
quando abbiamo portato i palloncini e la maestra non voleva che li aiutassimo a
gonfiarli perché dovevano imparare a coordinarsi (nota: discorso coordinazione
da trattare), lei è riuscita a gonfiare il suo quasi subito, le ho fatto il
nodo e, al posto di iniziare a giocare con il suo trofeo come avrebbe potuto
fare, si è guardata in giro ha visto che i suoi amici erano in difficoltà e,
senza dire una parola, con il suo palloncino gonfio sotto il braccio destro,
semplicemente prendeva il palloncino dalle mani del compagno e glielo gonfiava;
ma lo straordinario era che non aveva espressione nel farlo: non espressione da
“toh sfigato che non sei capace” la prima che mi sarei aspettata, oppure da “va
che brava che sono ti aiuto io” l’arroganza non esiste qui, oppure “ti aiuto?”
o una volta finito “dimmi grazie”, no, semplicemente era in grado di aiutare e
lo faceva, senza volere ringraziamenti, solo: io lo so fare, ti aiuto.
…….. si può non
amarla? … innamorata immediatamente anche di lei! ME LI PORTO TUTTI A
CASA!!!!!! No tutti no, la piccola puzzona manesca e fastidiosamente
appiccicosa no non la voglio, resta qua! Hahaha maroo…. Non la posso sopportare
sta qua.. meno male che è nei piccoli e la vedo solo quando arrivo e passo
nella loro stanza.. che poi è tenera perché appena mi vede inizia con il coretto
“Teacher Teacher Teacher TEEACCHEERRR!!!” seguita da tutti gli altri e mi si
aggrappa, prima di tutti alle gambe.. ma.. se gli dai corda è finita, e poi
puzza, non l’avrei mai mai mai detto se Ozum parlando di lei un giorno non mi
avesse detto: “ e.. lei puzza!” aaaaaaaaHHHHH io non osavo pensarlo ma se me lo
dici tu.. : )
Vabbè che dite
sono le 4 non ho sonno ma quasi quasi tento di dormire prima che arrivi l’alba
ad inondare di luce questa stanza meravigliosa, che se poi malauguratamente ci
sono un po’ di nuvole, non resisto ad uscire a fotografarla e poi domani, i
bimbi mettono a dormire me… impossibile!!
Ho mille idée in
testa e non ho voglia di dormire ma ci provo… continuo ad asserirlo.. dormire..
è davvero una perdita di
tempo….
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