martedì 19 marzo 2013

Visioni

Un bimbo con in mano due barattolini di yogurt tipo l'activia uniti insieme con all'interno dei sassolini, il suo sonaglio fai da te gli procura una felicità indicibile e non è certo uno di quei rumori che ti infastidiscono dato che è accompagnato dal suo splendido felice beato sorriso;
Passando col bus davanti ad una saracinesca aperta di un grande palazzo, un esercito di uomini (neri per ovvi motivi) vestiti di giallo con delle pettorine che li identificano come gli addetti alla pulizia delle strade, ordinati ed allineati in fila per quattro con i loro strumenti in mano, pronti a partite per la loro paga che è probabilmente meno di 20 Rand l'ora..due..euro..l'ora..
Un bel bimbo paffuto di forse un anno in braccio alla sua mamma sul bus, il passeggino ricolmo di ogni cosa possa servire nello stretto corridoio, la mamma, una giovane donnona che diventa facilmente il cuscino per il bimbo dapprima agitato ma che poi si adagia faccia in giù, come si abbandonasse su una grossa confortevole palla;
Un senzatetto che dorme in un giaciglio fatto di cartoni in un aiuola con degli alberi centenari in compagnia di tutti i suoi averi e di una logora coperta;
Una ex bella donna, che lo sarebbe ancora se non fosse tutta rifatta e non sembrasse che le fosse scoppiato un canotto in faccia (se solo sapesse che più o meno fa l'impressione che faccio io con la faccia piena di herpess), fisico statuario, abbronzatura e tacco, in compagnia di un uomo evidentemente abbiente che vanno a visionare una casa in vendita in Gardens (la mia casa per inciso), certe cose non cambiamo nemmeno dall'altra parte del mondo;
Una tavolata di amici sorridenti, di tutti i colori di pelle e di capelli, che si raccontano la giornata bevendo un drink, solo sorrisi e sorrisi e abbracci e baci, nemmeno altre cose cambiano..
Grilli, grilli ovunque anche alla stazione dei bus dove mai ti aspetteresti di sentire il loro suono così.... Così prato, così natura, così estate..così bello
Le luci della città si accendono da Signal Hill mentre il sole si tuffa in acqua all'orizzonte e soffoca la sua al di lá delle acque, volti.. volti felici, volti stanchi, nuvole che si colorano dei toni caldi del tramonto mentre leggere aleggiano sospinge dal vento attorno alla mia luna.
Lorena sta volando verso la svizzera, mi ha lasciato i suoi jeans, si usa così se si va via e oggi li indosso per lei, un pezzo di lei resta qui dopo cinque anni e non sono certo i jeans ma è simbolico; li lascerò ad Audrey poi..chissà tornerà per prima a riprenderseli o se magari ce li riporterà lei..chissà..
I potenti fari sotto Table Mountain sono accesi stasera. La sagoma della montagna con la sua imponenza si staglia nel cielo scuro punteggiato di stelle con la loro luminescenza intermittente che le fa sembrare vive, le rocce illuminate dal basso che proiettano la loro ombra sulla parete soprastante facendo sembrare questa maestosa montagna un gigante di cartapesta addormentato.
La stazione superiore della cabinovia illuminata come una sentinella
Nessuno che io conosca ha ancora capito esattamente quando e chi decida di accendere le luci della montagna, forse lo fanno quando la centrale nucleare sulla costa ha un'eccesso di energia chissà, ma è meraviglioso e ringrazio chiunque sia responsabile di tale meraviglia perché dopo una giornata così solo la mia montagna mi poteva portare a casa.

Mi mancano i miei amiketti, mi manca la scuola e tutte la mie gallinelle e i miei ometti ma sto bene, finalmente sto bene, non so perché, forse finalmente sono solo tranquilla e fiduciosa che tutto può andare bene.
"Somewhere over the rainbow" nelle cuffie.. Ora sono un po' più consapevole che da qualche parte..oltre l'arcobaleno...


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