È incredibile
dove la vita, gli accadimenti, le scelte, le coincidenze, il destino, il karma,
Dio.. ti portino. Sei mesi dopo… stessa vetrata che da sull’oceano, diversa
stagione, stessa stanza ma diverse persone, stesso cuore..ma così diverso.
Questa stessa
stanza ha visto nascere l’amicizia tra me e Audrey, da cui sono stata e tornerò
dopo il mio nuovo e desideratissimo tuffo nella township. In questa stanza
passano molte vite, molte persone, soprattutto del genere femminile, che
mettono nel loro bagaglio ed infilano nel loro zaino per la vita, un’esperienza
di aiuto al prossimo; ne parlo distaccatamente perché la mia ammirazione va a
loro, io so che ciò che ricevo è molto maggiore di quanto mai riuscirò a dare e
quindi non mi sento coinvolta in questo ragionamento, io non mi sento una che
da, ma una che appoggia qui il suo zaino pieno di sassi, lo svuota, e lo
riempie d’amore.
Mi affascina e
provo sempre una sorta di quando vedo che negli altri paesi europei è una
prassi, per i ragazzi, arrivare ad un certo punto della loro vita, finiti gli
studi perlopiù, a fare un’esperienza lontani da casa, la maggior parte da soli.
In Italia non abbiamo questa cultura e trovo sia un vero peccato. Questi
ragazzi vanno per un mese, o cinque o
anche di più in una nazione che non è la loro, condividendo case con
altre persone provenienti da ogni parte del mondo, studiando una lingua o
partecipando a progetti di volontariato; scelgono di vedere il mondo da una
diversa prospettiva prima di tuffarvici, devono imparare velocemente a badare a
se stessi, a provvedere ai propri bisogni, a gestire i soldi, a cucinare e,
soprattutto, a condividere. Dall’altra parte i genitori imparano a dare la
fiducia necessaria per un viaggio in solitudine, a gestire la nostalgia, e…. capiscono
se hanno fatto un buon lavoro per rendere il proprio “passerotto” in grado di
volare via dal nido da solo. Esperienza questa, decisamente consigliata.
L’immensità
dell’oceano riesce sempre ad aprire i miei orizzonti….se ce ne fosse ulteriore
bisogno…
Dal mio desktop
Nanube ed Ipezile mi sorridono da giugno, è così strano ed irreale pensare che
domani rivedrò quei sorrisi, mi farò atterrare da quell’entusiasmo e
riabbraccerò quei teneri piccoli concentrati d’amore. Il mio Ndomiso!!!! Non ci
posso pensare quella faccia da furbetto e quel suo modo di scansare tutti
perché .. lui è arrivato prima, mi ha scelta prima degli altri e adesso il suo
posto in braccio a me non glielo leva nessuno J dolceeeeEeee lui!!!
Non ho più i
miei lunghi capelli con cui si divertivano a giocare, si accontenteranno di
quello che ne resta, questi capelli biondi.. così inusuali per loro, e lisci..
“quale diavoleria è questa?” sembrano pensare…
Allora: proviamo
a fare una conta approssimativa di quanti bambini io riesca a distrarre nel
momento ricreazione: - almeno 3 a giocare con i capelli, tentando di
attorcigliarli come fanno loro, perché quelli delle loro mamme e sorelle,
essendo crespi, se li arrotoli come faceva la macchinetta della Barbie quando
ero piccola (solo due ciocche arrotolate tra loro, non una treccia) restano
dove li metti.. mentre i miei e quelli di Hilie, appena li molli, tornano nella
posizione di partenza, - seduta per terra con le gambe divaricate (perché con
le gambe incrociate lo spazio “corpo disponibile” diminuisce e loro non
gradiscono) se ne siedono addosso a me 5 più altri 2 o 4 a giocare con la parte
dal ginocchio alle scarpe… (si scarpe comprese), - ed ho ancora le mani libere :)
Sono
incredibili, gli basta un pezzettino di te per sentirsi “al sicuro”, poi non ti
calcolano minimamente e giocano per i fatti loro magari, ma… sanno che ci sei,
hanno il contatto. A giugno era bello vedersi dall’esterno, perché avendo Hilie
ed Ozum insieme a me riuscivi a vedere i bimbi in azione, cosa di cui non
riuscivo a rendermi conto nella settimana in cui ero a scuola da sola. La
maestra mi dirà che non devo fare preferenze e che non li devo coccolare perché
io sono una e loro sono tanti MA…. chissene!!! Io me li coccolo tutti
eccheccavolo sono venuta apposta :)
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