domenica 27 gennaio 2013

mi mancano già....



Non ci posso pensare.. se no mi metto a piangere..
Ultimo giorno con i miei bimbi, non ultimo nell’Asanda Village, la township di qui, ma ultimo con loro.. i miei piccoli meravigliosi cuori.
Siamo andati al parco anche oggi, l’ispettore del governo doveva venire e non si capisce perché non potesse venire quando i bambini erano a scuola, così mentre Pretty restava a scuola a fare il “lavoro delle scartoffie”, Pearl insieme a Luisa ed io, abbiamo portato i bambini al parco.

Tutte le mie piccole meraviglie hanno preso i loro zainetti con il pranzo e si sono messi in fila vagamente ordinati per partire direzione parco giochi che a loro, sono sicura, sembrerà essere lontanissimo e bellissimo, come a me sembrava lontanissima e così enorme e così colorata l’Auchan di Concesio quando con mammì e papi e Alessia andavamo a comprare i quaderni e le matite e lo zainetto nuovo prima che iniziasse la scuola; chissà se anche a loro, come a me ora Concesio, un giorno quel parco sembrerà così familiare e così “vicino”, chissà se anche loro riusciranno a ridimensionare il loro mondo e le loro distanze o se invece, come molti degli abitanti della township vivranno e vedranno solo la township in tutta la loro vita… non posso pensare che la mia Zizipo e la mia Nanube ed il mio Ndomiso e la mia intelligentissima Iva ed Anathi e Buhe così sveglie non avranno una possibilità. La devono avere! La devono proprio avere!

Pearl inizia a cantare: “There is a fire in the mountain” e i bimbi rispondono qualcosa che non capisco e subito Iviwe continua “There is fire in the mountain” … e la canzone continua e poi Iviwe riprende per cento volte come solo lui sa fare : )  adorabile Iviwe quando inizia con GiRRo GiRRo tondo ScaSca il mondo… non si ferma più e tutti dietro a lui.. è un leader il mio piccolo teppiestello : )

Arrivati in prossimità del parco i bimbi rompono le righe, questo credo accomuni tutti i bimbi del mondo, quando l’obbiettivo e vicino: CORRERE!!

Il parco: in questo spazio lasciato libero tra le baracche, più o meno ci potrebbero stare una decina delle loro case (ma i numeri non sono il mio forte e non sono mai e mai sarò capace di essere una di quelle persone che ti dicono: “sono circa.. tot metri quadrati”).
Ci sono uno scivolo alto, una giostra di quelle di con la base di ferro bucherellato e con i raggi rialzati disposti a raggiera per permettere ai bimbi di aggrapparsi, un’altalena di quelle fatte a bilancia (da cui ieri i bimbi aggrappati l’uno all’altro sono caduti ed io mi sono sentita malissimo perché Iva si è tagliata il labbro e le si è gonfiato ed io l’ho assistita e coccolata e portata in braccio tutto il tragitto di ritorno ed imboccata per pranzo perché lei non parlava più ed io ero terrorizzata…ma è un’altra storia), un coso di quelli fatti a moduli dove i bambini si possono arrampicare, sempre di ferro non pensate mai a quelli di  legno (*nota: cosa da dire sulle scuole in legno prefabbricate), ed un altalena che a giugno aveva ben tre sedili (e me ne ricordo perché li dovevo spingere tutti e tre con i bambini che mi mettevano fretta) ed ora ne ha solo uno.

Per terra c’è sabbia, pochissima erba ed una moltitudine di vetri di bottiglie rotti che risplendono al riflesso del sole.       

è il parco giochi dei bimbi, molti sono a piedi nudi, ed è pieno di vetri rotti.      
        
Questa immagine da sola riesce a provocarmi una tristezza inconsolabile…

Pearl dice che “loro” (non capisco a chi si riferisca) dovrebbero pulirlo e tenerlo pulito ma non lo fanno.  [Appena tornata a casa ho scritto una mail a Karen dell’associazione Masikhule, le ho detto della situazione perché probabilmente, come altre cose importanti, non le vengono dette da Pretty e Pearl perché loro sono già grate dell’aiuto che l’associazione gli da e non vogliono chiedere troppo forse; le ho chiesto se si può fare qualcosa e che se organizzerà un gruppo di volontari per pulire il parco farò il possibile per tornare qui a dare una mano]

Dopo la prima corsa iniziare verso l’obbiettivo i bimbi si fermano ed aspettano istruzioni (favolosi!), Pearl gli dice di mettere in un angolo per terra gli zainetti, ed incredibilmente c’è un lieve strato di erba, e poi si precipitano verso i giochi, l’altalena fatta a bilancia viene ignorata dopo l’incidente di ieri, con mio sollievo perché non mi ci sarei avvicinata, se ci penso…. ho ancora tra le mani la schiena di Langa e per questo non riesco ad essere abbastanza veloce per afferrare Nanube ed Iva e non mi ricordo le altre due perché ho solo gli occhi spaventati di Nanube nei miei che si sente trascinare giù, e provo a spostarmi per attutire la caduta ma non arrivo in tempo e riesco solo a prendere due di loro mentre Iva si ribalta rovinosamente facendo perno sulle sue gambe che abbracciano l’altalena, come la lancetta di un orologio senza controllo sbatte la faccia a terra.
Mi manca il fiato per un attimo, sono tutti addosso a me e Nanube inizia a piangere ma ha solo un graffietto alla mano, li rialzo velocemente e controllo ma erano più vicini al terreno di quanto non fosse Iva che raggiungo con le braccia ed attiro a me, la mia cucciola piange sommessamente, le esce un po’ di sangue da un labbro, tento di farmi spazio per prendere l’acqua ed un fazzolettino che ho nella borsa che per fortuna ho infilato come zaino ma è difficile con tutti i bimbi che mi bloccano le gambe, nel frattempo altri sono accorsi a vedere cosa è successo; a fatica trovo l’acqua e Nanube mi guarda come per dire: “e io?” le do un bacino sulla mano ma Iva mi preoccupa perché ha smesso di piangere, ha solo lo sguardo nel vuoto, sono terrorizzata. Tampono con il fazzolettino imbevuto di acqua il labbro che nel frattempo si sta gonfiando e prendo tra le mani la testa del mio tesoro ed inizio a dondolarla, non piange, sguardo nel vuoto.. aiuto!!!!
Noto che quella dei bimbi attorno a noi è  una curiosità diversa , non sono venuti a curiosare, sono seriamente preoccupati per i loro compagni, si avvicinano, controllano, allungano una manina e danno un gesto di appoggio a chi si è fatto male, lo fanno sempre, anche quando qualcuno inizia a piangere, è straordinario quando succede che uno pianga per qualcosa, vedere l’altro che gli si avvicina, lo abbraccia e gli da delle pacchette sulla schiena, lo consola e poi se ne va … come tutto in loro: semplice, essenziale, sincero.

Con calma arriva Pearl, loro non si fanno mai prendere dal panico, i ricorda l’atteggiamento dei Kenyoti .. “pole pole” con calma, sembra dirmi “non è successo niente, non è un dramma i bimbi si fanno male continuamente”, controlla gli altri attorno a me, da un pacca sonora di incoraggiamento a questo e a quello e poi mi lascia coccolare Iva anche se probabilmente vorrebbe dirmi :”lasciala andare che torna a giocare”. Nanube si offende un po’ e va da Luisa a farsi cocolare e a farle vedere la sua manina, il giorno dopo mi farà vedere il segnetto microscopico un milione di volte e pretenderà un bacino dato che non l’ho accudita come si deve il giorno prima : ) la adoro, la mia piccola principessa. Tutto ciò è accaduto il giorno prima al parco, tanto perché probabilmente, presa dall’emozione del ricordo, ho lasciato aperta un po’ troppo questa parentesi, comunque mi sono portata in braccio a scuola Iva, l’ho coccolata e abbracciata e sbaciucchiata, le abbiamo messo il ghiaccio sul labbro e l’ho pure imboccata quando è stata ora di pranzo, mi sono tranquillizzata solo quando, seduta per il pranzo a terra, ha indicato e chiamato “Iviwe” con la sua solita decisione perché lui aveva perso qualcosa dallo zaino.. sospiro di sollievo…

Tornando al secondo, non così drammatico, giorno nel parco, dopo aver ever riposto gli zainetti tutti i bimbi si precipitano sulla giostra o sull’altalena o sullo scivolo, giocano spensierati incuranti dei vetri per terra, corrono a piedi nudi o con quei minuscoli sandaletti, giocano a palla, ma non giocano insieme, non hanno ancora sviluppato questa facoltà, pensiamo che probabilmente l’estrema povertà porti a non vedere come cosa intelligente la condivisione di un gioco, quando prendono una bambola o una imoto (macchinina) sono molto possessivi, nonostante quando gli si dice di riporli non facciano un lamento ed obbediscano immediatamente.
Giocano e si divertono, dopo un po’ prendiamo gli zainetti e ci sediamo sull’unico pezzettino di prato tentando di evitare i vetri per il pranzo. 
Attorno a noi ci sono dei bimbi che non vanno a scuola, non sono fortunati (nella sfortuna) come i nostri ed i genitori non li mandano alla prescuola, 15 € al mese per chi non ha un lavoro sono inaffrontabili; sono sporchi e malvestiti e guardano con desiderio e non con invidia i nostri bimbi.... quanta impotenza.. quanta ingiustizia.. quanti perchè....




 Riponiamo tutto e si riprende a giocare. Una bambina viene verso di me, evidentemente sono stata eletta infermiera, mi porge la manina che presenta un profondo taglio, da vetro non lo dico nemmeno, acqua…fazzolettino… sciaquare.. tamponare! Pearl arriva con cotone ed una fascetta e la fascia alla bell’è meglio.
Mi dirigo verso l’altalena e dato che tutti vogliono salire ne approfitto per contare un po’ : )
Un bimbo sale, contiamo tutti fino al dieci e poi è il turno di un altro e così via, una ragazza più grande che è lì al parco con la divisa della scuola con due bimbi più piccoli mi aiuta a mantenere la fila e l’ordine, si stupisce e sorride quando chiamo i bimbi per nome e li faccio sedere dicendo “Kalapanzi”
Fa molto caldo oggi ed è meglio tornare a scuola, tutti mano nella mano ricominciamo a cantare camminando verso la scuola…. There is a fire in the mountain…..
Tutti a lavarsi le mani nel catino e poi a fare la coda per il bagno, appena tornati e riordinati Pearl prende delle figure e gli spiega qualcosa.. io sono troppo distratta dal godermi i visi dei miei piccoli cuori.. è l’ultimo giorno con loro, e devo ricacciare in dietro le lacrime un sacco di volte.
La mia Nanube, la mia Zizipo, la mia dolce Iva, il mio teppistello Iviwe, quel piagnone di Ndomiso, la tenera Langa, Anathi e Babuhe Bengosi… le mie sorelline di padre preferite…la mia dolcissima Andisiwe... sono innamorata.. innamorata tanto tanto tanto tanto. Me li porterei a casa tutti, o me ne starei qui con loro, a vederli crescere, non ci posso pensare che è l’ultimo giorno.. mi sembra che siano parte di me ormai, mi sembra di conoscerli e di sicuro li ho nel cuore.. come li lascio di nuovo? Uffa : (





È di nuovo l’ora della pappa, mentre mangiano prendo le buste con le fotografie che ho preparato per i miei preferiti (è si ce li ho eccome se ce li ho i preferiti) e gliele metto nello zainetto non facendomi vedere dagli altri, non voglio che ci rimangano male.
Nello zainetto di Zizipo, quello con meno cibo all’interno di tutti, metto un pacchetto più grande, ieri pomeriggio ho speso i migliori e più utili 6 euro di tutta la mia vita e le ho comprato un paio di sandaletti con il fiocchetto; tutti i bimbi hanno cambiato le ciabattine o le scarpine almeno una volta in queste due settimane, lei no, ha sempre avuto quelle ciabattine rosa, che spesso perdeva perché non erano chiuse.. dovevo proprio farle avere un paio di sandali che non le scappino dai piedini… amore mio….
 
Oggi non do una mano a mettere a terra i materassi ed a ricoprirli con le coperte, oggi no, me li abbraccio e me li abbraccio ancora e poi li abbraccio un po’.. non li voglio lasciare…
Quando tutti sono a dormire Luisa vuole chiacchierare ma io mi sposto sulla scaletta vicino a loro che dormono… ed inevitabilmente mi metto a piangere… è più forte di me..
Mi mancano già…
Dopo un po’ le maestre se ne accorgono, mi danno le loro affettuose e violentissime pacche sulle spalle, mi dicono che le ho aiutate e che devo essere contenta, Luisa si avvicina e mi coccola un po’, sono contenta… davvero … ma sono triste.. tantissimo..
Li voglio solo avere tra le braccia.. e coccolare.. ed aiutare per quanto mi è possibile.. davvero davvero davvero, li vorrei vedere crescere.
Mi mancano già…

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