Non ci posso
pensare.. se no mi metto a piangere..
Ultimo giorno
con i miei bimbi, non ultimo nell’Asanda Village, la township di qui, ma ultimo
con loro.. i miei piccoli meravigliosi cuori.
Siamo andati al
parco anche oggi, l’ispettore del governo doveva venire e non si capisce perché
non potesse venire quando i bambini erano a scuola, così mentre Pretty restava
a scuola a fare il “lavoro delle scartoffie”, Pearl insieme a Luisa ed io,
abbiamo portato i bambini al parco.
Tutte le mie
piccole meraviglie hanno preso i loro zainetti con il pranzo e si sono messi in
fila vagamente ordinati per partire direzione parco giochi che a loro, sono
sicura, sembrerà essere lontanissimo e bellissimo, come a me sembrava
lontanissima e così enorme e così colorata l’Auchan di Concesio quando con
mammì e papi e Alessia andavamo a comprare i quaderni e le matite e lo zainetto
nuovo prima che iniziasse la scuola; chissà se anche a loro, come a me ora
Concesio, un giorno quel parco sembrerà così familiare e così “vicino”, chissà
se anche loro riusciranno a ridimensionare il loro mondo e le loro distanze o
se invece, come molti degli abitanti della township vivranno e vedranno solo la
township in tutta la loro vita… non posso pensare che la mia Zizipo e la mia
Nanube ed il mio Ndomiso e la mia intelligentissima Iva ed Anathi e Buhe così
sveglie non avranno una possibilità. La devono avere! La devono proprio avere!
Pearl inizia a
cantare: “There is a fire in the mountain” e i bimbi rispondono qualcosa che
non capisco e subito Iviwe continua “There is fire in the mountain” … e la
canzone continua e poi Iviwe riprende per cento volte come solo lui sa fare :
) adorabile Iviwe quando inizia con
GiRRo GiRRo tondo ScaSca il mondo… non si ferma più e tutti dietro a lui.. è un
leader il mio piccolo teppiestello : )
Arrivati in
prossimità del parco i bimbi rompono le righe, questo credo accomuni tutti i
bimbi del mondo, quando l’obbiettivo e vicino: CORRERE!!
Il parco: in questo
spazio lasciato libero tra le baracche, più o meno ci potrebbero stare una
decina delle loro case (ma i numeri non sono il mio forte e non sono mai e mai
sarò capace di essere una di quelle persone che ti dicono: “sono circa.. tot
metri quadrati”).
Ci sono uno
scivolo alto, una giostra di quelle di con la base di ferro bucherellato e con
i raggi rialzati disposti a raggiera per permettere ai bimbi di aggrapparsi,
un’altalena di quelle fatte a bilancia (da cui ieri i bimbi aggrappati l’uno
all’altro sono caduti ed io mi sono sentita malissimo perché Iva si è tagliata
il labbro e le si è gonfiato ed io l’ho assistita e coccolata e portata in
braccio tutto il tragitto di ritorno ed imboccata per pranzo perché lei non
parlava più ed io ero terrorizzata…ma è un’altra storia), un coso di quelli
fatti a moduli dove i bambini si possono arrampicare, sempre di ferro non
pensate mai a quelli di legno (*nota:
cosa da dire sulle scuole in legno prefabbricate), ed un altalena che a giugno
aveva ben tre sedili (e me ne ricordo perché li dovevo spingere tutti e tre con
i bambini che mi mettevano fretta) ed ora ne ha solo uno.
Per terra c’è
sabbia, pochissima erba ed una moltitudine di vetri di bottiglie rotti che
risplendono al riflesso del sole. … … … …
è il
parco giochi dei bimbi, molti sono a piedi nudi, ed è pieno di vetri
rotti.
Questa immagine da
sola riesce a provocarmi una tristezza inconsolabile…
Pearl dice che “loro”
(non capisco a chi si riferisca) dovrebbero pulirlo e tenerlo pulito ma non lo
fanno. [Appena tornata a casa ho scritto
una mail a Karen dell’associazione Masikhule, le ho detto della situazione perché
probabilmente, come altre cose importanti, non le vengono dette da Pretty e
Pearl perché loro sono già grate dell’aiuto che l’associazione gli da e non
vogliono chiedere troppo forse; le ho chiesto se si può fare qualcosa e che se
organizzerà un gruppo di volontari per pulire il parco farò il possibile per
tornare qui a dare una mano]
Dopo la prima
corsa iniziare verso l’obbiettivo i bimbi si fermano ed aspettano istruzioni (favolosi!),
Pearl gli dice di mettere in un angolo per terra gli zainetti, ed
incredibilmente c’è un lieve strato di erba, e poi si precipitano verso i
giochi, l’altalena fatta a bilancia viene ignorata dopo l’incidente di ieri,
con mio sollievo perché non mi ci sarei avvicinata, se ci penso…. ho ancora tra
le mani la schiena di Langa e per questo non riesco ad essere abbastanza veloce
per afferrare Nanube ed Iva e non mi ricordo le altre due perché ho solo gli
occhi spaventati di Nanube nei miei che si sente trascinare giù, e provo a
spostarmi per attutire la caduta ma non arrivo in tempo e riesco solo a
prendere due di loro mentre Iva si ribalta rovinosamente facendo perno sulle
sue gambe che abbracciano l’altalena, come la lancetta di un orologio senza
controllo sbatte la faccia a terra.
Mi manca il
fiato per un attimo, sono tutti addosso a me e Nanube inizia a piangere ma ha
solo un graffietto alla mano, li rialzo velocemente e controllo ma erano più
vicini al terreno di quanto non fosse Iva che raggiungo con le braccia ed
attiro a me, la mia cucciola piange sommessamente, le esce un po’ di sangue da
un labbro, tento di farmi spazio per prendere l’acqua ed un fazzolettino che ho
nella borsa che per fortuna ho infilato come zaino ma è difficile con tutti i
bimbi che mi bloccano le gambe, nel frattempo altri sono accorsi a vedere cosa
è successo; a fatica trovo l’acqua e Nanube mi guarda come per dire: “e io?” le
do un bacino sulla mano ma Iva mi preoccupa perché ha smesso di piangere, ha
solo lo sguardo nel vuoto, sono terrorizzata. Tampono con il fazzolettino
imbevuto di acqua il labbro che nel frattempo si sta gonfiando e prendo tra le
mani la testa del mio tesoro ed inizio a dondolarla, non piange, sguardo nel
vuoto.. aiuto!!!!
Noto che quella
dei bimbi attorno a noi è una curiosità
diversa , non sono venuti a curiosare, sono seriamente preoccupati per i loro
compagni, si avvicinano, controllano, allungano una manina e danno un gesto di
appoggio a chi si è fatto male, lo fanno sempre, anche quando qualcuno inizia a
piangere, è straordinario quando succede che uno pianga per qualcosa, vedere l’altro
che gli si avvicina, lo abbraccia e gli da delle pacchette sulla schiena, lo
consola e poi se ne va … come tutto in loro: semplice, essenziale, sincero.
Con calma arriva
Pearl, loro non si fanno mai prendere dal panico, i ricorda l’atteggiamento dei
Kenyoti .. “pole pole” con calma, sembra dirmi “non è successo niente, non è un
dramma i bimbi si fanno male continuamente”, controlla gli altri attorno a me,
da un pacca sonora di incoraggiamento a questo e a quello e poi mi lascia coccolare
Iva anche se probabilmente vorrebbe dirmi :”lasciala andare che torna a giocare”.
Nanube si offende un po’ e va da Luisa a farsi cocolare e a farle vedere la sua
manina, il giorno dopo mi farà vedere il segnetto microscopico un milione di
volte e pretenderà un bacino dato che non l’ho accudita come si deve il giorno
prima : ) la adoro, la mia piccola principessa. Tutto ciò è accaduto il giorno
prima al parco, tanto perché probabilmente, presa dall’emozione del ricordo, ho
lasciato aperta un po’ troppo questa parentesi, comunque mi sono portata in
braccio a scuola Iva, l’ho coccolata e abbracciata e sbaciucchiata, le abbiamo
messo il ghiaccio sul labbro e l’ho pure imboccata quando è stata ora di
pranzo, mi sono tranquillizzata solo quando, seduta per il pranzo a terra, ha
indicato e chiamato “Iviwe” con la sua solita decisione perché lui aveva perso
qualcosa dallo zaino.. sospiro di sollievo…
Tornando al
secondo, non così drammatico, giorno nel parco, dopo aver ever riposto gli
zainetti tutti i bimbi si precipitano sulla giostra o sull’altalena o sullo
scivolo, giocano spensierati incuranti dei vetri per terra, corrono a piedi
nudi o con quei minuscoli sandaletti, giocano a palla, ma non giocano insieme,
non hanno ancora sviluppato questa facoltà, pensiamo che probabilmente l’estrema
povertà porti a non vedere come cosa intelligente la condivisione di un gioco,
quando prendono una bambola o una imoto (macchinina) sono molto possessivi,
nonostante quando gli si dice di riporli non facciano un lamento ed obbediscano
immediatamente.
Giocano e si
divertono, dopo un po’ prendiamo gli zainetti e ci sediamo sull’unico
pezzettino di prato tentando di evitare i vetri per il pranzo.
Attorno a noi ci sono dei bimbi che non vanno a scuola, non sono fortunati (nella sfortuna) come i nostri ed i genitori non li mandano alla prescuola, 15 € al mese per chi non ha un lavoro sono inaffrontabili; sono sporchi e malvestiti e guardano con desiderio e non con invidia i nostri bimbi.... quanta impotenza.. quanta ingiustizia.. quanti perchè....
Riponiamo tutto
e si riprende a giocare. Una bambina
viene verso di me, evidentemente sono stata eletta infermiera, mi porge la
manina che presenta un profondo taglio, da vetro non lo dico nemmeno, acqua…fazzolettino…
sciaquare.. tamponare! Pearl arriva con cotone ed una fascetta e la fascia alla
bell’è meglio.
Mi dirigo verso
l’altalena e dato che tutti vogliono salire ne approfitto per contare un po’ :
)
Un bimbo sale,
contiamo tutti fino al dieci e poi è il turno di un altro e così via, una
ragazza più grande che è lì al parco con la divisa della scuola con due bimbi
più piccoli mi aiuta a mantenere la fila e l’ordine, si stupisce e sorride
quando chiamo i bimbi per nome e li faccio sedere dicendo “Kalapanzi”
Fa molto caldo
oggi ed è meglio tornare a scuola, tutti mano nella mano ricominciamo a cantare
camminando verso la scuola…. There is a fire in the mountain…..
Tutti a lavarsi
le mani nel catino e poi a fare la coda per il bagno, appena tornati e
riordinati Pearl prende delle figure e gli spiega qualcosa.. io sono troppo
distratta dal godermi i visi dei miei piccoli cuori.. è l’ultimo giorno con
loro, e devo ricacciare in dietro le lacrime un sacco di volte.
La mia Nanube,
la mia Zizipo, la mia dolce Iva, il mio teppistello Iviwe, quel piagnone di
Ndomiso, la tenera Langa, Anathi e Babuhe Bengosi… le mie sorelline di padre
preferite…la mia dolcissima Andisiwe... sono innamorata.. innamorata tanto tanto tanto tanto. Me li porterei
a casa tutti, o me ne starei qui con loro, a vederli crescere, non ci posso
pensare che è l’ultimo giorno.. mi sembra che siano parte di me ormai, mi
sembra di conoscerli e di sicuro li ho nel cuore.. come li lascio di nuovo? Uffa
: (
È di nuovo l’ora
della pappa, mentre mangiano prendo le buste con le fotografie che ho preparato
per i miei preferiti (è si ce li ho eccome se ce li ho i preferiti) e gliele
metto nello zainetto non facendomi vedere dagli altri, non voglio che ci
rimangano male.
Nello zainetto
di Zizipo, quello con meno cibo all’interno di tutti, metto un pacchetto più
grande, ieri pomeriggio ho speso i migliori e più utili 6 euro di tutta la mia
vita e le ho comprato un paio di sandaletti con il fiocchetto; tutti i bimbi
hanno cambiato le ciabattine o le scarpine almeno una volta in queste due
settimane, lei no, ha sempre avuto quelle ciabattine rosa, che spesso perdeva perché
non erano chiuse.. dovevo proprio farle avere un paio di sandali che non le
scappino dai piedini… amore mio….
Oggi non do una
mano a mettere a terra i materassi ed a ricoprirli con le coperte, oggi no, me
li abbraccio e me li abbraccio ancora e poi li abbraccio un po’.. non li voglio
lasciare…
Quando tutti
sono a dormire Luisa vuole chiacchierare ma io mi sposto sulla scaletta vicino
a loro che dormono… ed inevitabilmente mi metto a piangere… è più forte di me..
Mi mancano già…
Dopo un po’ le
maestre se ne accorgono, mi danno le loro affettuose e violentissime pacche sulle
spalle, mi dicono che le ho aiutate e che devo essere contenta, Luisa si
avvicina e mi coccola un po’, sono contenta… davvero … ma sono triste..
tantissimo..
Li voglio solo
avere tra le braccia.. e coccolare.. ed aiutare per quanto mi è possibile..
davvero davvero davvero, li vorrei vedere crescere.
Mi mancano già…









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